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Il dolcetto natalizio più sfizioso dell’Europa continentale è il pan di zenzero, pain d’épices, gingerbread, lebkuchen, mézespuszedli, e chi più ne ha, di traduzioni, più ne metta. Tutte si riferiscono ad un impasto di farina, zucchero di canna, miele e spezie, come zenzero, cannella, chiodi di garofano, noce moscata. L’origine è difficile da scovare, perché ogni paese ne rivendica la paternità. Croccanti o morbidi, a forma di panetto o del classico omino, decorati di glassa e zuccherini o ripieni di marmellata, le varietà sono innumerevoli. E senza dubbio contribuiscono a rendere tale l’atmosfera natalizia di questo periodo.

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A Budapest, le bancarelle dei mercatini di Natale offrono una quantità incredibile di mézespuszedli delle forme e dimensioni più disparate, riccamente decorati con ricami di glassa bianca e impacchettati singolarmente in sacchettini infiocchettati: una vera delizia per gli occhi che fa pregustare quella per il palato. In Francia, il pain d’épices si trova per lo più confezionato in panetti di colore bruno, lucidi all’esterno e dalla pasta compatta e asciutta all’interno. Spesso poi, sono arricchiti di frutta secca e candita, ingredienti che li rendono ancora più gustosi. Nei Paesi Bassi e in Belgio, si servono a colazione, spalmate di burro, fette di pepekoek, kruidkoek o ontbijtkoek. Come non ricordare i pepparkakor svedesi: quei biscotti sottili a forma di fiorellino che si comprano all’Ikea nelle scatole di latta natalizie, per intenderci. Il pan di spezie polacco, pierniki, poi, è una delle specialità nazionali: Toruń, una piccola cittadina della Polonia centro-settentrionale, è considerata une delle capitali del panpepato. Per non parlare della Germania: i famosi lebkuchen di Norimberga sono biscotti soffici ricoperti di glassa e cioccolato con una base d’ostia. Sono esattamente i biscotti che si potrebbe immaginare che Santa Claus mangi davanti al caminetto acceso leggendo le lettere dei bambini e sorseggiando una tazza di tè caldo e speziato. Anche l’omino di zenzero è nato in Germania: tradizionalmente, veniva imbevuto di vino rosso prima di essere addentato. In seguito, dopo essere stato esportato nel corso del XIX° secolo negli Stati Uniti, ha acquisito fama tale da diventare protagonista anche dell’animazione cinematografica, in tempi più recenti.

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L’origine di questo dolce è perciò molto dibattuta. Sarebbe stato portato in Europa da un monaco armeno, Gregorio di Nicopoli, nel 992, arrivato in Francia, vicino alla cittadina di Pithiviers, dove avrebbe insegnato l’arte del pan di zenzero ai monaci cristiani locali. Durante il XIII° secolo, la ricetta sarebbe stata portata in Svezia da migranti tedeschi. In Germania, nel XV° secolo, fu istituita una vera e propria corporazione che riuniva i produttori di pan di zenzero. I fornai e i pasticceri dovevano farne parte necessariamente, nel caso volessero realizzare figure di panpepato. Inoltre, queste figure dovevano essere approvate da appositi funzionari del Sacro Romano Impero di Federico III. Durante il Medioevo, però, era per di più prodotto all’interno di monasteri e conventi: in Svezia, nell’abbazia di Vadstena, le monache avevano l’abitudine di sfornare biscottini di pan pepato perché, se mangiati, avrebbero aiutato a superare il mal di pancia causato dalle indigestioni (potrete sempre trovare spazio per un lebkuchen nel vostro stomaco, anche dopo le abbuffate delle feste). Non è un caso isolato: in Inghilterra, si pensava che il gingerbread avesse proprietà terapeutiche: per questo motivo, oltre ad essere venduto nei monasteri e nelle piazze, anche le farmacie esibivano queste delizie. Nella città di Toruń (no, non si tratta del nome lombardo del torrone, anche se questo ci riporta al Natale), in Polonia, i pierniki sono la specialità delle specialità. Prodotti anche qui fin dal medioevo, il primo pasticcere che li rese famosi in tutto il paese fu un certo Niclos Czana, che viene ricordato a proposito delle sue dolci creazioni dal 1380. La sua fama crebbe di pari passo con la fame…dei suoi biscotti, che ben presto diventarono un vero e proprio motore dell’economia interna, dal momento che venivano esportati in tutta la Polonia, e non solo. Divennero così celebri da minacciare i Lebkuchen di Norimberga: le due città erano gelosissime delle loro ricette e l’ostilità cessò solo nel 1556, quando fu firmato un accordo che rendeva possibile il mutuo scambio delle ricette. Ancora adesso, però, si respira un orgoglio e una rivalità, tra polacchi e tedeschi, a proposito di questi biscottini, che la semplice firma di un accordo non può placare, anche dopo secoli. Da farmaco a vero e proprio omaggio regale: la regina Elisabetta I d’Inghilterra faceva realizzare per i suoi ospiti più importanti delle figure di gingerbread a grandezza naturale che li rappresentavano.

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Ai dolci delle feste nostrani non si può togliere nulla. Tuttavia, anche il pan di spezie vuole la sua parte. E’ un dolcetto così semplice, ma allo stesso tempo denso di storia. Sa di quella storia europea medievale, così travagliata, che ha visto avvicendarsi re, imperi e nazioni che si sono combattute in truculente guerre fratricide fino al XX° secolo. E’ la storia di un biscottino natalizio, la cui ricetta originale e la paternità sono tuttora contese, che dimostra, nel suo piccolo, che un’identità comune c’è.

Foto: Internet

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