Home

Io le chiamo “serate ignoranza”: mi trovo dopo cena a casa di un amico e, con molta calma, ci guardiamo le puntate della serie di produzione europea “Borgia”, ridendo, scherzando e commentando uno sceneggiato televisivo che unisce complessivamente una buona recitazione a una buona scenografia. Poi beh, c’è un motivo per cui le si chiama “serate ignoranza”: la celebre famiglia italo-spagnola del Rinascimento romano è ridotta dalla sceneggiatura a poco più che una caricatura di sé stessa, in nome della spettacolarità.

I Borgia furono una nobile famiglia aragonese che, nel ‘400, intraprese l’arrampicata sociale delle gerarchie ecclesiastiche, fino a raggiungere ben due volte il soglio pontificio: il secondo caso – quello di Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia – è emblematico per indicare una chiesa corrotta, incoerente con i propri principi e affetta dal nepotismo. Lucrezia, Giovanni, Goffredo e Cesare sono i figli illegittimi di questo famigerato papa, e sono personaggi che (in particolare la prima e l’ultimo) segnarono la storia d’Italia e della sua cultura. Attorno a loro sono cresciute numerose storie, che vanno dalle passioni illecite di Lucrezia sino alla machiavellica avventatezza di Cesare: in mezzo a tutti loro, un papa cinico e lussurioso che non riesce a staccarsi neanche dalla sua concubina, Giulia Farnese detta la Bella. Le malelingue non tardarono a venire neanche allora, e proprio di tali malelingue si nutre la serie.

Ora: quanto sono vere o no queste malelingue? Chi può dirlo? C’è un margine di ufficialità delle fonti che può garantire la validità di alcune informazioni o la plausibilità di altre; sembra però difficile accertarsi che certe cose non siano avvenute affatto. D’altro canto, a fianco della lussuria di Lucrezia Borgia, nota ai più, esistono anche le odi a lei dedicate da Ariosto nell’Orlando Furioso come donna di virtù: questo però, viene da pensare, è solo per il matrimonio di lei con Alfonso d’Este, parente dei committenti del poeta ferrarese. Queste “doppie versioni” tuttavia sollevano un problema: c’è un punto dove la scienza sfocia in congettura, e dove materia della congettura è proprio la caricatura di ciò a cui si riferiscono – un po’ come se a breve ricostruissimo la storia dell’Italia berlusconiana soltanto a partire dalle barzellette e dalle chiacchiere da bar. Eppure questa caricatura dei Borgia assume proprio dalla sua “storicità” una forte legittimazione: se già al tempo la si pensava così, che tipo di Borgia si è se, ogni due per tre, non avvampa un fuoco lussurioso in petto, o non imperversa una follia audace nell’animo? Perché posso accettare di vedere qualunque gesto sconsiderato di Cesare Borgia sullo schermo, dirmi: “E’ pazzo!” e pensare che, in fondo, è giusto così? Dicasi lo stesso di Lucrezia, innamorata ogniqualvolta di quattro persone diverse senza che la sua coscienza sia minimamente dilaniata dal dubbio. E mi dico: “Beh, sono Borgia. Se non puoi parlare di questo quando parli di Borgia, quando ne parli?”

Uomini irreali, figli della loro stessa leggenda. Una torbida leggenda: eppure è proprio questa leggenda che fa sì che il nome dei Borgia sia celebre. Per carità, sotto ogni leggenda ci sta sempre una storia vera, e di questa se ne occupano gli storici e, se si sentono impegnati, anche grandi autori come ad esempio la Bellonci, che esordì con un romanzo incentrato proprio sulla vita e la figura di Lucrezia Borgia, con uno stile e un’accuratezza che sfiorano la saggistica. Nel nostro caso però siamo davanti a un telefilm, che ha bisogno di entrare nei palinsesti e nella distribuzione homevideo; non ci si può permettere una fedeltà storica a sacrificio della spettacolarità. E quindi la leggenda dei Borgia deve avere necessariamente sopravvento sulla “verità”, costretta ad adempiere non più tanto le ferree regole sella Storia, bensì quelle più duttili e generali delle storie.

Un motivo per sorridere: è bello vedere, di fronte a questi lavori che palesemente non ambiscono ad alcuna fedeltà storica, fior e fior di cultori che elencano le inesattezze dell’opera cinematografica o televisiva in materia. Un campione nell’incassare simili critiche è certamente Ridley Scott che, con i suoi “The gladiator” e “Kingdom of Heaven”, ha plagiato la materia storica a proprio piacimento per ottenere storie potenti da raccontare. Ancor più spettacolari dei film sono però le compilazioni di simili inesattezze, soprattutto quando campeggiano sul fondo delle pagine di Wikipedia dedicate a queste opere cinematografiche: si sfiora l’ovvio nel precisare che un’opera cinematografica d’autore non sia la VERA storia, ma è doveroso mostrare in qual misura non lo sia. A volte l’esercizio del “trova le inesattezze” sembra lezioso, ma, allo stesso tempo, lo reputo legittimo nella dimensione in cui dagli “errori” (che non sussistono nell’ambito finzionale) ci si riconduca a conoscere i frutti della scienza storica riguardo ai fatti narrati. Insomma, un modo alternativo per imparare godendo della spensieratezza della “serata ignorante”! Quando tuttavia questo esercizio sfocia nella pedanteria di “colui che sa in realtà come sono andate le cose” (sottintendendo l’essere bifolco di chi ha prodotto o guarda la serie), beh, il risultato è solo quello di impedirsi da sé di godersi una serie televisiva o un film. Nulla di più.

Lasciamo quindi che dei Borgia sia raccontata la loro leggenda, godendo di tutto il fumo che questa solleva, consci che, da qualche parte, del fuoco ci deve pur essere. E, a riprova che questo fuoco senza un simile fumo interesserebbe ben poco a molte persone, vorrei chiudere postando qui sotto il video delle “Horrible Histories” che prende in giro l’immaginario che tutti noi, o quasi,hanno su questa folle quanto diffamata famiglia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...