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Mi piace la Milano che è fieramente città della Resistenza antifascista e che il 25 aprile si raccoglie attorno all’orgoglio dei milanesi, che rinnovano il loro amore per la Libertà in innumerevoli occasioni in tutti i quartieri. La grande manifestazione che parte da Porta Venezia, i ricordi vividi dei partigiani, i discorsi delle autorità nei luoghi topici e perché no, itinerari a piedi o in bicicletta, organizzati dalle numerose associazioni presenti sul territorio. Ma quali sono i luoghi che vengono ricordati come quelli della Resistenza milanese? Ecco un piccolo breviario dei principali luoghi, attraverso cui la città di Milano è testimone attiva degli eventi che hanno portato alla Liberazione dal regime fascista.

Ex Albergo Regina

In Via Silvio Pellico 7, a due passi dal Duomo, ebbe sede il quartier generale nazista di Milano, tra il settembre 1943 e l’aprile 1945. Oltre ad essere il fulcro del controllo della Gestapo nel capoluogo lombardo nel periodo dell’occupazione tedesca e formalmente della Repubblica Sociale Italiana, l’Albergo Regina è tristemente noto per aver visto le più atroci torture e omicidi all’interno delle sue stanze, perpetrati da ufficiali e sottoufficiali della polizia tedesca nei confronti di ebrei, partigiani, antifascisti o semplici sospettati. E’ proprio da qui che i prigionieri, nel caso fossero sopravvissuti alle torture, erano condotti al carcere di San Vittore o al Binario 21, nella Stazione Centrale, per essere deportati nei campi di concentramento o di sterminio. Soltanto nel 2010, a seguito di una petizione sostenuta dall’Anpi, è stata affissa in via Silvio Pellico, all’angolo con via Santa Margherita, una lapide commemorativa, 65 anni dopo la liberazione.

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Piazza Mercanti

La deliziosa Piazza dei Mercanti, a cui sono particolarmente affezionata, non smette di regalare sorprese agli osservatori più attenti ai particolari. Sotto le volte della loggia, infatti, affisse alle colonne, sono poste delle lastre di bronzo che riportano i nomi dei caduti della Resistenza milanese. Proprio qui, sotto i porticati, i parenti dei caduti, dopo la liberazione del 25 aprile, spontaneamente vennero a deporre corone di fuori e cartelli con i nomi dei propri cari. Fu luogo della Resistenza milanese dal 1928 al 1945, in pieno regime fascista, dal momento che qui si ritrovavano i membri delle Aquile Randagie, un’associazione scoutistica antifascista: tra le colonne della loggia si scambiavano messaggi in morse per organizzare iniziative, come volantinaggi, contro il regime. Per riqualificare la zona e rendere più vivo e più visibile il ricordo della Liberazione, sono stati posti da poco dei faretti led, piccole lampade a basso consumo energetico,  tra un arco e l’altro del loggiato. Il passo successivo sarà il posizionamento al centro del porticato di una lastra di plexiglass con il messaggio luminoso: “Milano per la Resistenza”, fortemente voluto dall’Anpi, per richiamare l’attenzione dei passanti all’importanza della città che ha ricevuto il titolo di “Medaglia d’Oro per la Resistenza”.

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San Vittore

Durante il regime fascista, ospitò molti oppositori antifascisti, ricordati da una targa di marmo bianco di fianco ad uno degli ingressi. Dopo l’occupazione tedesca di Milano dell’11 settembre 1943, molti raggi del carcere erano di fatto controllati dalle forze armate delle SS e della Gestapo. In questo contesto, regnava un regime di terrore: non solo le violenze erano perpetrate apertamente dagli aguzzini nazisti, ma erano anche presenti, nei sotterranei, le “celle di segregazione”, dove venivano gli antifascisti venivano torturati. All’interno di San Vittore, vi furono anche personalità positive: tra queste, Suor Enrichetta Alfieri, che si occupava di aiutare i detenuti. Quando venne scoperta dai nazisti, venne condannata a morte, e fu salvata solo dalla parola del cardinale Schuster. Vi fu inoltre un medico, il dottor Gatti: ad insaputa dei tedeschi, egli iniettava nei detenuti un vaccino contro il tifo, che inizialmente faceva manifestare i sintomi tipici della malattia. L’epidemia spaventava moltissimo i nazisti, che pur di evitarla liberavano questi detenuti, che in questo modo scampavano la deportazione nei campi di concentramento e di sterminio.

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Officina Generale ATM

La Resistenza milanese fu in gran parte organizzata nell’officina generale Atm di via Teodosio, nella zona di Lambrate. Lo strumento attraverso cui si è espresso in prima istanza il dissenso sociale sono stati gli scioperi, che furono alla base della caduta del fascismo, che vennero operati dall’1 all’8 marzo del 1944. A Milano gli scioperi più importanti e con il maggiore impatto furono quelli dei tramvieri: bloccando i trasporti pubblici, bloccano la città intera: a quell’epoca questo tipo di sciopero era efficace e costringeva la società intera ad aprire gli occhi sulla realtà e le iniziative della Resistenza antifascista.

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Piazzale Loreto

Questa piazza è oggi uno dei più grandi e caotici crocevia per le automobili. All’epoca, era il capolinea di numerose autocorriere che trasportavano lavoratori a Milano dalle località a nord della città e da Bergamo. Inoltre, vi era anche un distributore di benzina, che fu “testimone” di eventi chiave che segnarono gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1944, infatti, il 10 agosto, questo distributore era stato il teatro dell’eccidio  di quindici antifascisti, che erano detenuti nel carcere di San Vittore. La fucilazione dei quindici martiri, alla cui memoria dagli anni ’60 è stato dedicato un monumento che sorge all’imbocco di Via Brianza, venne ordinata come rappresaglia dal colonnello delle SS Saevecke, ma eseguita dai fascisti di una delle brigate della Repubblica Sociale Italiana. Qui i partigiani uccisi furono esposti per un giorno intero: la foto che immortalò la scena divenne subito “virale”, oggi potremmo dire. Stampata in formato cartolina in numerosissime copie, servì a far conoscere ciò che era avvenuto a quante più persone possibili, nonché contribuì a raccogliere molti proseliti per i partigiani. Nei giorni successivi all’esposizione del 30 aprile 1945 dei corpi di Mussolini e degli altri gerarchi fascisti, appesi alla pensilina del distributore di benzina, la gigantografia di questa stessa foto fece da sfondo ad una raccolta fondi organizzata dai milanesi per le famiglie dei quindici martiri.

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Buona Festa della Liberazione a tutti i nostri lettori! 

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One thought on “Il 25 Aprile a Milano: i luoghi della Resistenza

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