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“Da un grande potere derivano grandi responsabilità”

Questa frase, detta da Ben Parker al nipote Peter sia nel fumetto che nel film di Spiderman, nella sua semplicità mostra una verità inconfutabile. Mi sembra la frase più adatta per iniziare questo articolo che non ha minimamente a che fare con i supereroi. Piuttosto riguarda chi inesorabilmente sta acquisendo un enorme potere: l’essere umano.

Oggi gli uomini, attraverso la tecnologia, ma più in generale attraverso la scienza, stanno a poco a poco “sottomettendo” la natura ai propri scopi. Tale processo, a dir la verità, è già iniziato con la prima rivoluzione industriale, ma oggi diviene sempre più evidente. Basti pensare al fatto che riusciamo ad andare “contro” natura semplicemente curando le malattie attraverso i vaccini; siamo in grado di provocare le piogge in zone desertiche attraverso particolari sostanze sintetiche; possiamo spezzare in due un atomo per scatenare un energia pazzesca; siamo arrivati addirittura a creare una sorta di mini big bang in laboratorio al CERN di Ginevra !

Fino a duecento anni fa, tutte queste cose, ovviamente, erano totalmente inimmaginabili. Oggi invece si fa questo ed altro e nel futuro, sia prossimo che remoto, l’uomo compirà imprese altrettanto incredibili. Ma già oggi si sono raggiunti traguardi ragguardevoli. Basti pensare che, per esempio, nel Sedicesimo secolo, la mortalità sia infantile che tra gli adulti dovuta a malattie era enormemente più alta di oggi e che un fenomeno come le eclissi erano visti come un fenomeno portatore di presagi divini, invece che come una semplice congiunzione di astri. Oggi infatti non solo conosciamo la natura in maniera piuttosto approfondita, ma riusciamo appunto a controllarla. Ciò che nel Medioevo era affidato a Dio, oggi è affidato alla scienza. Quando imperversava la peste bubbonica nel 1300, il massimo che si poteva fare per “contrastarla” era pregare. Oggi ci si affiderebbe a scienziati. Quando vi era una siccità le uniche cose da fare erano ancora pregare oppure, in certi casi, fare la danza della pioggia. Oggi queste soluzioni sono lasciate alle popolazioni indigene ancora primitive.
E questo è ancora niente. Sono pochi decenni che veramente siamo in grado di manovrare la natura. Oggi, infatti, esistono discipline come l’ingegneria genetica, attraverso cui si arriva alla clonazione, agli organismi geneticamente modificati, agli alberi i cui fusti assumono la forma di una sedia! Inoltre si sta sviluppando l’utilizzo pratico delle cellule staminali che permetterà di ricreare organi umani praticamente da zero. Queste sono solo alcune delle applicazioni che dimostrano il controllo dell’uomo sulla natura a livello biologico e cellulare.

albero-sedia

Eppure si è andati oltre. Si è scavato nelle profondità della realtà microscopica fino al mondo subatomico. E la conoscenza di questo, ovviamente, non ha solo un ruolo puramente conoscitivo ma anche pratico. L’esempio lampante è la bomba atomica: in un primo momento la teoria atomica era appunto” teoria”, poi è divenuta pratica con il progetto Manhattan e con le centrali nucleari.

Ma ancora più sorprendente è ciò che si è arrivati a fare al CERN di Ginevra, dove si fanno cose da vera fantascienza. Il fatto di creare un piccolo big bang controllato al fine di capire come tutto ha avuto principio dovrebbe incutere un certo timore. Forse non ci si rende conto di cosa l’uomo sta divenendo in grado di fare: si sta quasi sostituendo a Dio. Certo, non penso che si creerà (almeno entro breve) un vero e proprio nuovo universo, ma già il fatto di usare la materia a proprio piacimento per simulare una cosa così distante dall’umana concezione è incredibile.

E di esempi simili se ne possono fare ancora molti, come ciò che riguarda i viaggi spaziali, possibili solo grazie a tecnologie avanzate di propulsione, isolamento termico ed ingegneria.

spacewalk

Ma tutto questo discorso, al di là di una fin troppo facile celebrazione dell’intelletto umano, pone quesiti etici rilevanti. Tale potere di manovrare la natura, in mano allo homo sapiens sapiens (che pur sempre è un membro del regno animale e nulla di più), non per forza potrebbe essere una cosa positiva. Inutile ripetere che l’essere umano, ancora oggi impegnato a fare guerra con chiunque e qualsiasi cosa per prevalere, ha in mano un potere più grande di lui, da cui appunto derivano enormi responsabilità. Qualcuno potrebbe sostenere che sarebbe meglio fermare tutto questo progresso che può essere nocivo sia per l’uomo stesso sia per la natura. Qualcun altro, più fiducioso nelle capacità umane, direbbe che per ora non ci sono motivi validi per dover fermare il progresso. In effetti, ciò andrebbe contro la stessa natura umana, basata sullo scoprire l’ignoto.

Entrambe le opinioni sono giustificate, ma forse si potrebbe ricavarne una sintesi, e cioè lasciare all’uomo la possibilità di capire e scegliere ciò che è meglio fare o non fare. Rimane comunque il problema dell’imprevedibilità: come si potrebbe sapere prima di un dato esperimento quali esiti imprevisti potrebbero accadere? Al CERN di Ginevra, per esempio, qualcuno ha sostenuto che gli esperimenti che si fanno potrebbero creare in casi estremi un buco nero. Molti esperti sono scettici riguardo tale teoria, ma il loro scetticismo di certo non rappresenta garanzia di una verità assoluta. Altri problemi: come si potrebbe capire quali sarebbero le conseguenze di lungo periodo nel caso, ad esempio, di applicazione di massa dell’eugenetica? O quali sarebbero i rischi di una applicazione massiva di robot al posto degli uomini come unità produttive?

Di domande così se ne possono fare tante, e ciò dimostra che l’uomo di per sé è insicuro su come usare il potere acquisito. Secondo certi intellettuali tutto ciò non è positivo: Theodor Adorno e Max Horkheimer ne “La dialettica dell’illuminismo” scrivevano che il controllo della scienza sulla natura paradossalmente avrebbe reso l’uomo asservito. L’ essere umano, infatti, attraverso la cultura illuministica del progresso, si sarebbe dovuto liberare dalla paura delle forze mitiche della natura, controllando quest’ultima. Ma lo strumento di tale dominio e controllo, che è il sapere tecnico-scientifico, ha reso la natura un mero oggetto di calcolo e supremazia. Questo registrare e sistemare, di conseguenza, ha reso l’uomo stesso soggetto alle esigenze e richieste dell’apparato tecnico-scientifico.

L’uomo è divenuto schiavo della sua stessa creatura. Questo dimostra che l’essere umano non può pensare di elevarsi al di sopra di ciò che è veramente: un essere limitato sotto tutti gli aspetti. Questo tentativo di elevarsi in modo trascendentale è rischioso. Ma tale è il prezzo da pagare quando si acquisisce la capacità di pensare oltre ciò che si vede. Il che non è un male, ma come ogni grande potere comporta grandi responsabilità.

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One thought on “Il nuovo dio

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