Home

Si sta ormai per concludere una pregevole collana del “Corriere della Sera” dedicata ad uno dei più grandi fumettisti italiani: Milo Manara. L’iniziativa, intitolata proprio “Manara – Maestro dell’eros”, ripercorre in venti uscite il meglio della produzione dell’artista, con i suoi lavori più celebri e altre più piccole “perle” della sua attività. Devo ammettere di avere avuto qualche perplessità ad un mio primo contatto con i suoi fumetti. In fondo perché dovrei leggere un fumetto erotico? Ha un qualche senso culturale o è solo un tempo per lo svago, per stuzzicare la nostra fantasia e, magari, anche il nostro senso del pudore? Cos’ha da dirci Manara (se ha davvero qualcosa da dirci)?

Iniziamo subito con una distinzione fondamentale, che anche Manara stesso tende a sottolineare: stiamo parlando di erotismo o di pornografia? Lo scrittore e regista francese Alain-Robbe Grillet diceva che per lui “la pornografia è l’erotismo degli altri” (Manara attribuisce spesso questa frase anche a Woody Allen!), quasi a voler indicare come il discrimine tra questi due concetti sia molto labile e, forse, fin troppo soggettivo.  Manara è invece molto chiaro: lui vuole fare un fumetto che una persona non debba nascondere tra le pagine di un quotidiano uscendo da un’edicola, per non provare vergogna di fronte agli altri (e bisogna proprio dire che ce l’ha fatta). L’erotismo per lui è una componente quasi ineliminabile, utile alla riflessione sui nostri desideri e sulle nostre fantasie sessuali più nascoste, sul nostro comune senso del pudore (un espressione che ho sempre trovato molto affascinante). L’eros non è esposizione diretta di un corpo che compie un atto sessuale, non è ricerca immediata di un facile piacere. È invece fantasia, desiderio, vedere e non vedere, ammiccamenti e gioco di sguardi, e tanto altro. È la componente erotica della nostra vita quella che si sta perdendo, per lasciare sempre più spazio a quella pornografica (sempre più facilmente accessibile). Su questo ci invita a riflettere Manara e questo ci mostra nelle sue tavole. Insomma il fumetto “parla al cervello” per farlo funzionare, e può comunicare anche grazie ad un nudo integrale. Anche a questo servono le famose donnine di Manara (come la bellissima Miele qui sotto) che sono diventate il suo vero marchio di fabbrica (mi dispiace per tutte le nostre lettrici che, forse, troveranno meno piacevole la lettura dei suoi fumetti rispetto ai lettori).

Miele Manara

Ma Manara non vuol dire solo erotismo, assolutamente no. Penso si possa parlare davvero di un artista completo nei suoi riguardi, in quanto i temi che tratta nella sua produzione sono davvero i più svariati. Dalla storia alla politica (“Un fascio di bombe” sull’attentato terroristico alla Banca Nazionale dell’Agricoltura del dicembre del ’69), fino ai suoi intrecci (come ad esempio in “I Borgia”, dedicato all’epopea di una delle famiglie più potenti del Rinascimento e delle vicende politiche dell’Italia intera). C’è poi il Manara che rivisita i classici letterari (“Gulliveriana”), quello che trae spunto dalle vicende di cronaca per farne una storia (“Il fumetto della realtà”) oppure quello che si cimenta con la fantascienza (“Fuga da Piranesi”). Ma si trova anche l’autore che indaga il nostro rapporto con le tecnologie e come si evolve la percezione del nostro corpo e dei tabù sessuali in seguito al loro sviluppo. Così ad esempio troviamo un Manara che, in “Tre ragazze nella rete”, analizza la relazione tra Internet e il “mercato del sesso” ad esso collegato, dimostrando una straordinaria capacità di leggere la realtà, caratteristica questa che accomuna i grandi artisti.

Fra i tanti amici che Manara ricorda nelle sue opere vorrei citarne solo due, forse tra i più influenti per la sua produzione e la sua carriera: il suo maestro e collaboratore per alcune opere Hugo Pratt, uno dei più grandi fumettisti italiani (“Corto Maltese”  vi dice qualcosa?), e Federico Fellini, regista per cui Manara ha sempre avuto una grande ammirazione e da cui ha molto spesso tratto ispirazione per i suoi lavori. Due grandi personalità insomma (che trovate qui sotto in due tavole del Maestro), che dimostrano la profondità di un Manara che non è solo “un imbratta tavole con china e pennelli” (ovvero un fumettista) molto bravo, ma è soprattutto un artista.

manara prattmanara fellini

Molto più che un fumettista allora, un vero e proprio artista a tutto tondo. Un uomo capace di disegnare, descrivere, narrare e farci vedere quasi “fisicamente” la realtà da molte sfaccettature diverse. Un orgoglio tutto italiano che, purtroppo, spesso rischia di essere dimenticato in nome di un perbenismo un po’ troppo esasperato, a mio modesto parere. L’esperienza di leggere Manara è davvero l’incontro con un opera d’arte molto varia, un racconto di parole, immagini e colori che pretende di parlare dell’uomo e della società in cui esso vive e che ha quindi davvero molto da dirci. In fondo non dovrebbe proprio fare questo il fumetto?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...