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Ci sono videogiochi che, pur passati tanti anni, non invecchiano. O almeno invecchiano molto bene. Giochi che non annoiano e spesso hanno ben poco da invidiare a quelli più recenti. Per fare un esempio, Super Mario 64 uscito su Nintendo 64 nel lontano 1996 è giustamente considerato ancora oggi superiore alla stragrande maggioranza delle novità videoludiche attuali non tanto sotto un profilo tecnico, ma di puro divertimento ed immersione.

Ma non sono qui per parlare di questo. Questa era solo la premessa per introdurre un gioco uscito nel 2003 per Personal Computer che molti sicuramente conosceranno: Sim City 4. Undici anni, in ambito videoludico, sono molti, ma questo è uno di quei titoli che non risente degli anni. Qualche mese è uscito il suo seguito, ma è davvero troppo diverso dal gioco in questione sotto tutti gli aspetti, e credo che non valga spenderci altre parole.

Sul nostro blog non si parla spesso di videogames (mi viene in mente solo questo articolo  di deafandy0), ma in questo caso vale pena presentare un gioco intelligente, difficile ma anche gratificante.

Sim City 4 appartiene al genere dei giochi gestionali, in cui bisogna amministrare una città dalla sua fondazione e bisogna farla crescere sia in termini demografici che economici. Sul territorio cittadino è possibile realizzare zone abitative, commerciali o industriali. Inoltre è necessario creare tutti i servizi pubblici fondamentali: scuole, ospedali, mezzi di trasporto, acqua, nettezza urbana, etc. Fondamentale è avere il bilancio comunale in positivo: tanti soldi entrano nelle casse comunali attraverso le tasse, altrettanti ne escono per le varie spese pubbliche e per gli investimenti.

Se si è in grado di bilanciare bene le spese e gli investimenti e di allocare in modo intelligente le zone residenziali, industriali e commerciali il successo della città è assicurato. E per successo si intende crescita nelle dimensioni: più abitanti, più soldi che circolano, più investimenti, più grattacieli ed industrie hi-tech. E’ un gioco in cui le dimensioni contano tanto: tanti grattacieli, tanti passeggeri nella metropolitana o nell’aeroporto rappresentano la definitiva vittoria per il giocatore. E infatti c’è una bella differenza tra l’avere una cittadina di provincia costituita da villette a schiera e tra l’amministrare una megalopoli ultramoderna: è assai più gratificante vedere il cambiamento che investe in ogni momento la metropoli tentacolare piuttosto che osservare inerti la sonnecchiante cittadina dove nulla mai cambia.

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Quando si ha a che fare con una grossa realtà urbana i problemi sorgono subito: traffico, ospedali e scuole sovraffollate, criminalità. Al sindaco (cioè noi) spetta risolvere tutti i problemi, anche attraverso i suggerimenti dei consiglieri. Se le casse comunali non sono vuote è possibile realizzare nuove strutture per risolvere i problemi: metropolitana, ospedali o parchi pubblici. Se la nostra città ha i conti in rosso, invece, possiamo considerarci quasi spacciati: il degrado, la povertà, la criminalità avanzeranno. E sarà assai difficile ristabilire l’ordine. Saremo costretti a chiedere prestiti la cui restituzione graverà ulteriormente sul bilancio del comune, oppure accetteremo che sul nostro territorio venga costruito un centro di smaltimento di rifiuti tossici o una prigione federale. La cosa positiva è che, come in tutti i videogiochi, si ha sempre una seconda chance. Dunque rifaremo da capo la nostra città, avendo imparato dagli errori precedenti.

Una cosa estremamente interessante è la possibilità di creare più città vicine tra loro che cooperino scambiandosi beni e risorse. Infatti, quando creiamo la nostra nuova città dobbiamo inserirla in una regione divisa in quadranti dove poter costruire gli altri insediamenti. Essendo questi vicini tra loro e collegati da strade e ferrovie, avvengono trasferimenti di gente per cui è possibile specializzare ogni città (o quadrante) in un particolare settore, che possa essere l’industria pesante o il sobborgo residenziale. Inoltre, certi quadranti possono presentare caratteristiche particolari: qualcuno può affacciasi sul mare o su un fiume, qualcun altro può avere al suo interno qualche collinetta o addirittura un pezzo di catena montuosa.

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Così si presenta la vista della regione

Per ultimo, ma non meno importante, prima della fondazione della città al giocatore è concessa la “modalità dio”, in cui si può modificare il terreno a proprio piacimento. Si possono far comparire alberi di tutti i tipi, animali selvatici, ma sopratutto si possono realizzare montagne, colline, gole, isole, fiumi, laghi, crateri ! Attraverso questa funzione possiamo quindi costruire città ispirate, per esempio, a San Francisco, cioè in pendenza oppure possiamo realizzare villaggi sperduti in cima ad una montagna.

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Ciò che è utopico nella realtà non lo è in Sim City 4

Sim City 4 è in definitiva un gioco che lascia enorme spazio alla fantasia. Non si deve per forza costruire una megalopoli, ma si possono realizzare porti di mare, comunità agricole, poli industriali ad alta tecnologia. Un gioco che permette di avere una visione ad ampio respiro di ciò che si può definire città. Questo è un gestionale talmente fatto bene che dopo undici anni non è ancora divenuto vecchio e obsoleto. L’unico problema (se così può essere definito) è che se ci iniziate a giocare e capite come funzionano le meccaniche di gioco e dunque le vostre città raggiungeranno risultati notevoli, non riuscirete più a staccarvi dal computer!

sim city 4 metropolis 2 simcity_4_suburbs

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