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Generalmente noi pronunciamo la frase “ti prego, ancora 5 minuti” appena prima di alzarci dal nostro letto, quando una giornata faticosa sta per iniziare e faremmo di tutto pur di non abbandonare il calduccio del nostro bel giaciglio. Non è importante che il nostro interlocutore sia una persona in carne ed ossa (nostra mamma che non vede l’ora di vederci in piedi) o un oggetto inanimato che però è in grado di produrre un frastuono infernale (come la mia maledettissima sveglia). In un certo senso, quando la diciamo sappiamo già che quei 5 minuti, senza uno straordinario sforzo di volontà, sono destinati a diventare almeno un’altra buona mezz’ora di riposo. Situazione normale, nulla di particolare. Il problema è che questa frase mi sono trovato a dirla a me stesso. Ripeto, come dicevo già in un mio precedente articolo, non sono pazzo, e non ho l’abitudine di parlare da solo (almeno che io sappia). Eppure ho davvero pensato questa frase in un dialogo con il mio fisico.

Il fatto è che io credo che il tempo che abbiamo a disposizione in una giornata non sia mai abbastanza. Facciamo due conti: dovremmo dormire almeno 7-8 ore al giorno, ne usiamo circa 2 per mangiare e consumiamo molti minuti facendo attività di cui ci pentiamo subito dopo, perché abbiamo perso tempo che potevamo usare per qualcosa di più utile. Totale? Delle 24 ore giornaliere ce ne rimangono sì e no una decina per fare ciò che ci interessa veramente in modo serio. Decisamente troppo poche, ed anche organizzando al massimo le nostre giornate il guadagno è minimo (1-2 ore al massimo). Dobbiamo limare da qualche parte, operando un taglio netto per guadagnare ore da spendere attivamente. Perché non farlo allora nella sezione di tempo dedicata al riposo, la parte in cui, almeno apparentemente, siamo più inattivi? Cosa davvero potremmo fare se si potesse non dormire?

Io ci ho provato, prefiggendomi di stare sveglio per il maggior tempo possibile, magari anche per tutto il giorno, ma le cose non sono andate esattamente come speravo. Dopo circa 18 ore di intensa attività (dalle 10 del mattino alle 4 di notte circa) passate a studiare, leggere, correre, suonare e molto altro, la mia giornata si è conclusa con quel dialogo con il mio fisico di cui vi dicevo poco sopra, che suonava più o meno così:“No dai, ti prego, ancora 5 minuti… Uffa, va bene, va bene. Vado a letto, hai vinto tu…”.

In effetti avrei dovuto immaginare che sarebbe finita così: il sonno è fisiologico, dormire è un momento indispensabile e fondamentale per il nostro organismo e per la nostra vita, dato che ci permette di ricaricare le batterie per il giorno successivo e, soprattutto, di consolidare tutte le informazioni che abbiamo appreso durante la giornata appena trascorsa. Il mio folle esperimento l’ha praticamente dimostrato, ma se non credete ad una povera cavia come me, potete leggervi qualche ricerca ed articolo sull’argomento per averne la conferma (come questo studio di due neuroscienziati italiani che, inutile dirlo, lavorano negli Stati Uniti). Insomma, il famoso after si può fare una volta ogni tanto, di certo non tutti i giorni (sempre che non siate disposti ad assumere qualche sostanza o droga che ci possa aiutare diversamente, con però effetti collaterali  devastanti, come accade ad esempio nel romanzo “Territori oscuri” di Alan Glynn, da cui è stato tratto il film “Limitless” qualche anno fa).

Eppure la mia curiosità di vedere che cosa si potrebbe fare se si potesse non dormire rimane. Forse, in un futuro non troppo lontano, qualche scienziato riuscirà ad inventare un farmaco o un dispositivo che ci permetterà di dormire il meno possibile, o magari di non dormire affatto. Ma in un mondo senza sonno e senza perdite di tempo inutili nel dormire, davvero le cose andrebbero meglio? Saremmo tutti più produttivi e sfrutteremmo al meglio tutto il tempo a nostra disposizione? Io non credo proprio. Molto probabilmente troveremmo subito un modo per usare male il tempo in più che ci verrebbe concesso. Mi sembra scritto nella natura profonda dell’uomo non solo la necessità di dormire, ma anche lo sforzo di trovare un modo per perdere tempo. Ovviamente le mie sono solo supposizioni e fantasticherie, ma credo che possano aiutarci a riflettere un minimo su questa ipotesi-limite. E per pensarci su potremmo farci una buona dormita, dato che ancora (per fortuna) ci è concesso. Ricordando inoltre che, come recita il detto popolare, “il sonno porta consiglio”.

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