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Dell’utilità di una tratta aerea diretta Pescara-Zurigo, se ne può discutere. Ciò non toglie il fatto che Zurigo sia stata proprio la destinazione scelta per un fine settimana fuoriporta: inutile dire che per settimane, prima della partenza, sono stata canzonata dai miei amici, veri appassionati delle imitazioni di Crozza. Ben presto, ricordare le migliori citazioni di Razzi ogni volta che “La mia Svizzera” era nominata è diventato un rito imprescindibile anche per me (E’ successo veramente, per rinfrescarvi la memoria!).

Nel mio precedente articolo avevo scritto che, a quanto dicono le guide, Ginevra è la città meno svizzera fra tutte. Non posso essere meno d’accordo! Mi immaginavo Zurigo, primo centro finanziario del Paese e fra i quattro più importanti nel mondo, ostentatamente fredda e ricca. Mi aspettavo grandi palazzoni occupati da banche e multinazionali lungo le arterie principali, caveaux come attrazioni turistiche, indifferenti uomini d’affari con le ventiquattrore sottobraccio e, per strada, SUV con i vetri oscurati. Per fortuna le aspettative erano del tutto errate e, anzi, questa città mi ha piacevolmente sorpresa.

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Zurigo sorge sul fiume Limmat, che sfocia in un bel lago, circondato da prati su cui si adagiano le frange dei quartieri più residenziali e di villeggiatura. Tre sono le zone che non potete fare a meno di girare se volete avere una conoscenza almeno superficiale di questa città: Niederdorf, Lindenhof e Zürich West.

Niederdorf è il quartiere della città vecchia (Altstadt) che si sviluppa sulla riva orientale del Limmat. Vale la pena di perdersi sui suoi saliscendi lastricati: l’atmosfera vi sembrerà da subito molto intima, per le case strette e dai colori tenui che si rincorrono una dopo l’altra, che conferiscono allo stesso tempo un ché di antico borgo nordico e di accoglienza francese. Soffermatevi a guardare le vetrine, sempre curate nei minimi dettagli: non si può non notare l’abbondanza di gallerie d’arte e di studi di design, che fanno intendere la ricchezza della città, senza per questo ostentarla fastidiosamente. In una piccola via che costeggia Grossmunster, le torri gemelle di Zurigo, da cui l’umanista Ulrich Zwingli predicò la riforma, è imperdibile la deliziosa vetrina della “Bärenklinik”: un negozio solo di orsacchiotti, di tutte le specie e dimensioni, dove i peluches vengono anche riparati. Le distese di orsacchiotti appoggiati sulle mensole mi hanno fatto luccicare gli occhi: una meraviglia tale che mi sono subito sentita ancora bambina! Nelle viuzze ciottolate, in questo periodo, si respira il profumo del Glühwein: vino caldo speziato dall’aroma tipicamente natalizio, venduto nelle bancarelle dei mercatini di Natale. Questi sono una vera e propria attrattiva della zona, tant’è vero che Zurigo ne fa il suo vanto di fronte a tutta l’Europa, nel periodo dell’avvento. In realtà a Niederdorf non c’è che qualche casettina di legno che vende vin brulé e castagne, mentre è in stazione che si concentrano i veri e propri mercatini di Natale: l’impressione è che sia così proprio per accontentare il turista, appena sceso dal treno…

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Lindenhof sorge sulla riva occidentale: le strade sono caratterizzate da negozi di moda e uffici. E’ qui, infatti, che si snoda la sinuosa Banhofstrasse, meta agognata per chi è interessato allo shopping sfrenato. Vale la pena di passeggiare lungo questa via di sera: le luminarie natalizie sono molto suggestive e, visto che i negozi chiudono piuttosto presto, potrete godere di quest’atmosfera romantica senza essere disturbati da fiumane di gente. Nella zona si trovano anche dei veri e propri gioiellini: la chiesa Fraumunster, che ospita delle vetrate realizzate da Marc Chagall, e la deliziosa piazzetta su cui si affaccia St.Peterskirche, il cui campanile è visibile da ogni parte della città per il suo enorme orologio, del diametro di 8 metri. Questo piccolo spiazzo è una delle zone più incantevoli della città vecchia: un grande albero ne occupa il centro, circondato da panchine su cui è bello fermarsi per ammirare a tutto tondo la piazza circolare. Su un lato campeggia la grande chiesa, una delle più antiche di Zurigo, sugli altri le facciate rosate delle tipiche case antiche.

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Zurigo ha una vita notturna attraente: non andate a cercarla a Langstrasse, la via delle discoteche commerciali e dei locali rumorosi e affollati. Direzione Zürich West: vi sembrerà di essere a Berlino. Si tratta di un vecchio quartiere industriale che negli ultimi decenni è stato riqualificato: da malfamato, è diventata una zona di tendenza, e non a torto. Nei grandi capannoni che un tempo erano fabbriche, sono stati ricavati locali dall’atmosfera unica. Imperdibile il Moods, locale jazz situato in un posto davvero magnifico, una ex-fabbrica le cui vetrate di fine Ottocento, le travi di acciaio a vista e i soffitti altissimi rendono l’ambiente irresistibile. Se andate a passeggiare a Zürich West nella tarda mattinata, potrebbe benissimo capitarvi di incrociare i reduci (tutto sommato in ottima salute!) di qualche party sfrenato appena concluso, o di bervi una birra al bancone di un pub dove, la domenica mattina, si gioca a badminton. Vale la pena anche di passeggiare lungo il viadotto che attraversa il quartiere: sotto i binari, gli archi sono stati riempiti con boutiques e gallerie d’arte. Entrate per curiosare un po’: spesso infatti vendono oggetti bizzarri (e costosi). Io sono incappata in un negozio di orologi il cui quadrante era stato realizzato con l’acciaio delle testate missilistiche fatte esplodere dai russi in Kazakistan.

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Dal momento che sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla visita a Zurigo, non posso che consigliarvi questa meta. Da Milano, ci sono quattro treni diretti al giorno, che impiegano 3 ore e mezza per portarvi a destinazione. Qualche dritta, però: meglio diffidare degli hotel se sono gestiti da russi, il personale ferroviario svizzero è poco cortese e Zurigo non è la meta ideale per i mercatini di Natale, rimarreste delusi. Andate piuttosto a Napoli.

Foto: Internet

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