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Ci sono artisti per cui il mito, la leggenda, la fantasia, va oltre la storia vera. Aneddoti veri o palesemente inventati vanno ad arricchire la biografia di chi ha fatto con la sua vita un pezzo di storia dell’arte, lasciando un segno indelebile in chi è venuto dopo di lui. Nella storia della musica degli ultimi 70 anni questo è successo un numero incredibile di volte, alimentando sia la passione dei fan, che le vendite di dischi, libri e rarità legati a queste storie incredibili. Se c’è però una storia che davvero mi colpisce ogni volta che l’ascolto o che la racconto, è quella di uno dei padri del Delta Blues nei primi decenni del Novecento: Robert Johnson. Se questo nome non vi dice proprio niente, oltre a consigliarvi l’ascolto di questo vero maestro, vi riporto qui una considerazione di Eric Clapton, un altro dei più influenti chitarristi rock-blues, sul grande bluesman: Per me Robert Johnson è il più importante musicista blues mai vissuto. […] Non ho mai trovato nulla di più profondamente intenso. La sua musica rimane il pianto più straziante che penso si possa riscontrare nella voce umana”. Sembra proprio un gran bel complimento! Ma cos’ha di così tanto strano la storia di Robert Johnson per farmi riflettere? Una cosa da nulla: un patto con il Diavolo in persona!

Pare che il giovane Robert non fosse poi così tanto bravo a suonare la sua sei corde, almeno a detta dei musicisti che lo conoscevano di persona. Appena un anno dopo la tragica morte di sua moglie sarebbe riapparso sulle scene dotato di una talento chitarristico incredibile, tanto da lasciare allibito e strabiliato qualunque spettatore. Come sarebbe stato possibile tutto questo, se non grazie ad un incontro personale con il Diavolo, avvenuto ad un crocevia desolato a mezzanotte in punto? Il “contratto” con il Diavolo era semplice: l’anima di Robert in cambio di una impareggiabile tecnica chitarristica. Questa leggenda è stata poi alimentata dallo stesso Johnson, che in molte sue canzoni (come “Me And The Devil Blues” che potete ascoltare qui sotto) citava o alludeva a questo fantomatico episodio e anche dalla misteriosa morte del chitarrista (di cui tra l’altro ci sono rimaste ben 3 pietre tombali!) avvenuta ad appena 27 anni, forse per avvelenamento.

Al di là della storia di Robert Johnson, il tema del “patto con il Diavolo” è uno dei topoi della letteratura, ma soprattutto della cultura popolare (pensate ad esempio alla rielaborazione di un racconto popolare tedesco attuata da Goethe nel suo celeberrimo “Faust”). Penso sia interessante notare come il pensiero ingenuo del popolo provi a spiegarsi eventi incredibili ed apparentemente inspiegabili facendo sempre riferimento ad un fattore soprannaturale o, appunto, diabolico. Sullo sfondo poi è sempre possibile rintracciare la riflessione sulla finitezza della conoscenza umana (tema carissimo ai nostri amici filosofi) e sul desiderio infinito dell’uomo di accrescerla. Si è già parlato qui (un articolo di Quadro di qualche tempo fa) di questo argomento riflettendo sulla figura dell’Ulisse dantesco, condannato alle pene infernali per il suo folle tentativo di valicare i limiti posti alla conoscenza umana. Ma, in fin dei conti, non è questo ciò a cui l’uomo nel senso pieno del termine dovrebbe aspirare? Veramente ha ragione Aristotele quando nell’incipit della “Metafisica” ci dice che “Tutti gli uomini tendono per natura al sapere” ?Tante risposte sono state date a questa domanda e discussioni infinite ne sono scaturite. Non sta certo a me fornirvi una risposta definitiva (non sono ancora un guru), posso però invitarvi a riflettere su questi nostri desideri limite trattati da un gran numero di pensatori.

Tra le tante cose interessanti che si possono osservare partendo dalla storiella di Johnson, possiamo constatare che nei nostri modi di dire è rimasto, ad esempio, “venderei l’anima al diavolo pur di fare solo quello che mi interessa”. In fondo in fondo tutti noi abbiamo il famoso “sogno nel cassetto” e saremmo disposti a fare (quasi) tutto per realizzarlo. E allora perché non seguire l’esempio di Robert e fissare un bell’appuntamento con il Diavolo?

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