Home

Terremoto in Abruzzo Tendopoli

6 Aprile 2009. Una data impressa nella memoria di molti, difficilmente cancellabile. E’ la data del terribile terremoto che ha scosso gli abitanti dell’Abruzzo e molto coscienze (ma forse non abbastanza) in Italia.
Crolla tutto: crollano le case, crollano le scuole, crollano i negozi e le chiese , crolla la Casa dello Studente, crollano  i monumenti,  crolla il centro storico dell’Aquila.
Ma crollano soprattutto vite intere: persi gli amici, i vicini, i conoscenti, le proprie case e strade e con esse i proprio ricordi.
E poi è la rabbia, tanta e mai abbastanza: quelle strade e quegli edifici non a norma, quelle tante e troppe voci di denuncia non ascoltate.
Ma non c’è tempo, bisogna agire, e farlo subito: recupero, ricostruzione e riaccomodamento di quanti sono rimasti senza casa. Arrivano i fondi della Regione, dello Stato, dei privati e dell’Europa,  perché è soprattutto  in questi casi che l’Unione Europea ci deve essere.
Si muove la macchina organizzativa dello Stato, “andrà tutto per il meglio”, il messaggio che passa per le teste di molti, rafforzate da rasserenanti promesse politiche; è impensabile, infatti che un evento tragico come questo, con un rimbombo mediatico mondiale (tanto che anche Madonna, la famosa cantante, devolve 500 mila Euro alla Croce Rossa Italiana), non trovi equa e celere soluzione.
Ma, ahimè, siamo in Italia, il Paese dove non solo ciò che è impensabile diviene “pensabile”, ma pure “possibile” , “fattibile” e (ops) “fatto”.

Spenti i riflettori sulla città in macerie, spenta ogni nostra consapevolezza sulla situazione. Situazione che , in ogni caso, pare non smuoversi: il pantano della burocratizzazione, la lentezza del giungere dei fondi pubblici per la ricostruzione, l’impossibilità di smaltire efficacemente le macerie (tempi stimati: oltre 10 anni), paiono ostacoli insormontabili alla ricostruzione.
Ma qualche cosa subdolamente si è mosso, qualche cosa più veloce e radicato dello Stato, i cui mezzi, già di per sé efficaci, trovano nutrimento nella incapacità di azione e controllo dell’apparato pubblico: CRIMINALITA’ ORGANIZZATA , alias Mafia, Camorra, N’drangheta e chi più ne ha più ne metta ( e in Italia ce lo possiamo permettere).

È di pochi giorni fa, infatti, il Dossier Europeo relativo ai soldi UE utilizzati in Abruzzo: si rilevano sprechi nella gestione dei fondi (le case ricostruite sono costate il 158% in più del valore di mercato), utilizzo di materiali scadenti , di impianti fognari e elettrici non a norma, pericolosi e precari; appalti e subappalti a società prive del certificato antimafia obbligatorio e con legami diretti o indiretti con la criminalità organizzata. Come se non bastasse, molti sono stati i cittadini costretti all’evacuazione forzata dai loro nuovi appartamenti (a solo un anno dalla loro consegna) in quanto pericolosi ed insalubri. Per non parlare del Centro Storico dell’Aquila: per l’appunto c’è poco da parlarne, dal momento che lo scenario di macerie post- terremoto è sostanzialmente invariato.
“E come ci si può costruire una storia, in un luogo in cui non c’è più storia?” la domanda  di uno dei tanti giovani per il quale il centro commerciale ha sostituito la centralità della piazza di paese, distrutta dal terremoto ed ancora inagibile.
L’Unione Europea aprirà una discussione parlamentare nei prossimi giorni, per comprendere come e dove sono stati utilizzati i fondi dei contribuenti europei e tuttavia c’è poco da discuterne a livello europeo, in un contesto, questo, dove difficilmente le pratiche “all’italiana” vengono comprese.
Si tratta di una brutta malattia la nostra, una malattia di clientelismi, favoritismi con sintomi pericolosamente infettivi di non-rispetto della COSA PUBBLICA , cioè di TUTTI, e non, come spesso si vuol far credere, di nessuno.
Quando l’Italia smetterà di essere il Paese delle cose “all’italiana” e comincerà ad essere quello della qualità italiana? Quando smetteremo di essere il Paese  del “oltre al danno, pure la beffa”?
Fatecelo sapere, vorrei esserci.

Stefania Macrì

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...