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Coimbra, cittadina portoghese che sorge a pochi chilometri dall’oceano, ospita una delle più belle e antiche università del mondo. Fondata nel 1290, è stata inserita dall’Unesco nella sua lista del “Patrimonio dell’Umanità” nel 2013: questo edificio è divenuto, infatti, punto di riferimento per tutti gli altri istituti d’insegnamento superiore del mondo lusitano, dove ha esercitato un’influenza notevole nella diffusione dei saperi e della letteratura. Coimbra, inoltre, si presenta come modello di città universitaria, antica ma attenta alle esigenze delle migliaia di studenti che la popolano, dotata di una specifica tipologia urbana e di proprie tradizioni culturali che da secoli vengono perpetuate.

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L’Università di Coimbra ospita la Biblioteca Joanina, costruita nel XVIII secolo, durante il regno di Giovanni V Braganza, re del Portogallo. E’ situata nella parte alta della cittadina, a cui si accede salendo un’infinita scalinata monumentale, e si trova vicino alla torre dell’Università. Dà su uno spiazzo di grandi dimensioni, lastricato di pietra bianca, su cui si affaccia anche l’ingresso della Facoltà di Giurisprudenza (i pensieri volano subito a possibilità di intraprendere un periodo Erasmus in una sede tanto bella).

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Il bianco della pavimentazione e delle pareti degli edifici, che presentano dettagli in marmo color del miele, contrasta in modo quasi stridente con gli interni, decorati con un manifesto stile barocco. Se all’esterno domina la luce, che in Portogallo è calda, bianca e riempie le giornate silenziose, una volta varcato il pesante portone di legno la biblioteca si fa buia, i decori pesanti e i colori scuri. La luce, impreziosita, proviene dai riflessi degli stucchi dorati. E di luce meno ce n’è, meglio è, per i piccoli abitanti del luogo. Topi di biblioteca? Non esattamente: si tratta di pipistrelli. Oltre all’importantissima collezione di antichi volumi, che comprende opere di medicina, geografia, storia, discipline umanistiche, scienze, diritto, filosofia e teologia, e al contesto barocco di indubbia rilevanza storica e artistica, la particolarità di questo monumento nazionale portoghese è la presenza di una colonia di pipistrelli che abita tra gli scaffali. Queste simpatiche bestiole contribuiscono a preservare i preziosi libri e documenti gelosamente custoditi, andando a caccia di tarli, tarme e altri fastidiosi insettini dalla spiccata predilezione per la carta. I veri “divoratori di libri” non sono affatto i topi (volanti) di biblioteca, che invece se ne prendono cura.

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Non aspettatevi di vedere stormi volare da una parte all’altra delle librerie, durante la vostra visita alla Bibioteca Joanina: di giorno, come buoni pipistrelli, dormono e, a curare la biblioteca, ci pensano i custodi “umani”, che si occupano, fra l’altro, di spazzare via il guano dai preziosi tavoli e dai tappeti rossi che ricoprono il marmo dei corridoi lungo i quali si accede agli scaffali.

Non c’è certo da fantasticare sullo status di dotti che questi pipistrelli potrebbero aver acquisito, contribuendo alla conservazione dei volumi con il loro nobile lavoro: alla fine, non fanno altro che mangiare ciò di cui sono ghiotti, ben protetti in un luogo dove non ci sono predatori. E’ però un bell’esempio di rapporto simbiotico tra uomo e pipistrello (o tra pipistrelli e libri), relazione in cui l’aiuto è reciproco per favorire la sopravvivenza e le migliori condizioni di vita degli uni e degli altri. Curiosamente, questa particolarità non è facile da reperire su Internet se non si sa esattamente cosa si sta cercando, forse perché potrebbe impaurire i turisti, più che attrarne. Sulla scheda dedicata all’Università di Coimbra dell’Unesco, per esempio, non ce n’è traccia. Qualche notizia, però, può essere trovata se si ci imbatte nel sito di una Onlus, l’ ”Associazione di volontariato Tutela Pipistrelli”, che, da parte sua, si propone di suggellare l’amicizia tra l’uomo e il roditore volante.

Foto: Internet

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One thought on “La bizzarra biblioteca di Coimbra

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