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Al contrario di un borgo medioevale come Monteroduni, la cittadina di Venafro è, sicuramente, qualcosa di diverso: una vita leggermente più frenetica, strade più larghe, negozi e… tanta passione per la musica!

Sì, perché le serate del 29 e 30 luglio, davanti ad un pubblico che -ad occhio e croce- ha contato qualcosa paragonabile solo ad un tutto esaurito al Blue Note di Milano, si sono esibite due formazioni che hanno lasciato con il fiato sospeso i visitatori dei giardini pubblici di “Villa Maria”: Martha High & the Froomees e Signor Wolf Funk Experience con la partecipazione di Linda Valori.

Ma… andiamo con ordine: il concerto di Miss High inizia con un ritardo considerevole… ma ne è valsa certamente la pena! Una voce potente ma incantevole, una presenza scenica invidiabile ed un groove degno degli artisti con i quali ha diviso il palco (tra gli altri Prince e Michael Jackson) e la leggenda con cui ha collaborato per più di trent’anni: il padrino del soul JAMES BROWN!!!

Un’ora e poco più di concerto in cui una band con fiati, coriste ed, addirittura, due batteristi ha caricato il pubblico di Venafro che ha partecipato con vero e proprio entusiasmo rispondendo ai cori di Miss High con energia culminando con l’accesso sul palco di un allievo di chitarra fusion che ha improvvisato con lei e coriste una divertente “disco situation”.

Al termine di questo splendido concerto, la serata si è conclusa con un tripudio di suoni ed un dj set molto coinvolgente!

La seconda serata di Venafro, che ha visto la stessa presenza di pubblico ed entusiasmo, ha visto la partecipazione del cantante e tastierista genovese, trapiantato a Pescara, Signor Wolf (chiaro riferimento al personaggio tarantiniano degli anni ’90 interpretato da Harvey Keithel) Funk Experience con la partecipazione della bravissima e potentissima cantante marchigiana Linda Valori che ha presentato, per l’occasione, il suo ultimo lavoro “Days like this” pregno di sonorità blues e soul e non per niente registrato nella bellissima Windy City: CHICAGO!!!!

Il concerto (che, curiosamente, non ha visto una grande partecipazione della Valori) è stato molto carico e ritmato con Mr. Wolf che ha presentato lavori originali della sua band (arricchiti da contributi audio tratti da film come “Fa la cosa giusta” Spike Lee ed, ovviamente, “Pulp fiction” di Tarantino) alternati a medley di grandi classici disco-funk. Linda Valori, con la complicità della band, ha eseguito alcuni dei suoi brani più celebri in un’atmosfera carica di attenzione e concentrazione da parte del pubblico.

Terminate le due serate d’apertura festival a Venafro, il 31 luglio i giardini del Castello Pignatelli sono stati teatro di due eventi che hanno fatto esplodere il pubbico in un tripudio di applausi: si comincia alle ore 22.00 circa con il progetto Django’s Roots di Daniele Gregolin (chitarrista jazz, gipsy e fusion oggi collaboratore, tra gli altri di nomi come Eumir Deodato) con Gabriele Boggio-Ferraris al vibrafono, Massimo Manzi alla batteria ed Alessandro Carreri al basso elettrico: un gipsy jazz tinto di fusion che ha interessato da subito il pubblico molto interessato e partecipe. La partecipazione, poi, a fine concerto del M° Zurzolo al sassofono ha caricato sia musicisti che ascoltatori confermando il fatto che a Monteroduni, non solo si fa cultura, non solo si ascolta musica ma… ci si diverte, e molto anche!!!!!

Prima di presentare il secondo concerto della serata, vorrei porre una domanda a tutti quelli che stanno leggendo questo mio articolo: come vi sentireste a trovarvi di fronte ad uno strumento originale del 1717, italiano, di cui sapete esserci un solo ed unico esemplare? Io mi sono paralizzato, ho avuto persino paura a toccarlo (cosa che, infatti, non ho assolutamente fatto).

Questo è, infatti, il violino di Dorado Schmitt, musicista tzigano che più ha colto dalla tradizione gipsy di Django Reinhardt e l’ha tramandata non solo al pubblico di Monteroduni ma… anche e, soprattutto, al figlio Amati vero e proprio talento chitarristico Manouche che il padre e molti appassionati ed esperti del settore considerano il nuovo Stochelo Rosemberg (andate su Wikipedia a leggere chi sia costui e… strabiliate!).

Accompagnati da Salvatore Russo, personaggio che Monteroduni conosce bene e grande performer gipsy, è stato eseguito un repertorio di standard della tradizione reinhardtiana alternato a divertenti come l’interpretazione del tema dei Simpson di Danny Elfman eseguito con violino e chitarra manouche… CHE SPETTACOLO!!!!!

A prestissimo, quindi, per nuove interessanti descrizioni di performance live direttamente dalla ventitreesima edizione dell’Eddie Lang Jazz Festival di Monteroduni.

Blackjack

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One thought on “Eddie Lang Jazz Festival: da Venafro a Monteroduni, un inizio fantastico!

  1. Ciao Mattia….Stochelo è stato un allievo di Dorado, e di Amati si dice sia il nuovo Django Reinhardt….giusto per precisazione!

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