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In questi articoli mi sentirete molto spesso elogiare il Molise ed, in modo particolare, Monteroduni: come potrei non farlo! Un’accoglienza tra le migliori che si possano desiderare, ottimo cibo (consiglio: la pizza al tartufo nero è qualcosa di paradisiaco) ed un clima fantastico!

Il primo giorno, ovviamente, è dedicato ai preparativi e quindi denso di attività e grande concentrazione da parte di tutte le persone che gravitano attorno a questa fantastica festa della musica. Nonostante questo, sono riuscito ad ottenere un’intervista con un personaggio di spessore carpendo un suo parere diretto riguardo la manifestazione e l’organizzazione: il Consigliere Delegato alla Cultura per la Regione Molise Nico Ioffredi.

BJ: A fronte di quanto si  è affermato in questi ultimi anni riguardo la cultura della musica jazz nella nostra Nazione (“Il jazz non è cultura italiana…” – Quotidiano Nazionale ndr.) ed a fronte dei continui sviluppi e della continua crescita artistica del Festival, cosa può fare la Regione Molise per aiutare la diffusione del “verbo” di questo bellissimo Festival?

NI: (dopo aver espresso il suo disappunto sul virgolettato sopra citato) la nostra regione può fare molto in termini di appoggio ad una manifestazione così ricca e così articolata come l’Eddie Lang che, ormai, va avanti da tanti di quegli anni e che ha annoverato tanti artisti che lo hanno reso prestigioso anche per quegli italiani che conoscono poco il nostro territorio. Inoltre vorremmo intensificare l’aiuto agli organizzatori che riscontrano problemi logistici non indifferenti ma che, ogni anno, riescono a proporre un prodotto ed un progetto di cui andare profondamente orgogliosi.

BJ: è stato da lei, precedentemente, affermato che anche tra gli stessi molisani c’è scarsa conoscenza di questa manifestazione. Proprio per questo mortivo, da anni ormai, il Festival si propone come itinerante: non solo, cioè, le piazze ed il castello che compongono il borgo medioevale di Monteroduni  ma anche le piazze di Isernia e di paesi come Venafro (che ospiterà le prime due serate del Festival ndr.) sono teatro di una sorta di distaccamento/seconda location per l’Eddie Lang Jazz Festival. Pensa che sia esagerato espandersi verso città e paesi vicini oppure pensa possa essere un buon veicolo di pubblicizzazione?

NI: francamente spero abbia una larga diffusione su tutto il territorio molisano perché vi sono veri e propri teatri naturali all’interno della nostra regione come pure antichi teatri romani ed italici, senza contare le piazze con un’architettura sonora incredibile tali per cui l’Eddie Lang meriterebbe una diffusione più ampia e non soltanto limitata al solo borgo medioevale di Monteroduni che ha dato i natali a questa stupenda manifestazione.

E’ molto bello poter constatare il grande interesse verso una manifestazione dedicata, in primis, ad uno strumento così popolare (la chitarra) e ad un genere musicale (il jazz ed i suoi “figli” quali la fusion ed il gipsy su tutti) anche e soprattutto da parte delle istituzioni territoriali. Sono davvero soddisfatto di aver incontrato un gruppo così affiatato ed interessato a diffondere cultura… da qualsiasi parte provenga.

 A prestissimo, quindi, per nuove ed interessanti interviste ed articoli qui sul blog di InVeroVinitas.

Un saluto jazzato a tutti voi.

Blackjack.  

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