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Brevi appunti a margine dell’intervista a Gianroberto Casaleggio del ventuno luglio 2013.

Gianroberto Casaleggio, mente e fondatore del Movimento Cinque Stelle ha rilasciato il ventuno luglio 2013 un’intervista a Gianluigi Nuzzi, giornalista e saggista ai più noto per il libro d’inchiesta Vaticano S.p.A. del 2009, incentrata sulla discussione della attuale situazione italiana. Dopo pochi giorni il video-documento ha suscitato reazioni contrastanti per via della chiusura finale in cui il proprietario della Casaleggio Associati, discutendo i possibili scenari futuri, ha parlato di shock economico e, seppur declinando ogni possibile guerra civile ha però parlato di qualcosa di non dominabile dalla politica.

L’intervista, pur ribadendo alcuni punti cardine del discorso dell’ideologo ufficiale, volente o nolente, del più grande movimento parlamentare italiano, sembrano più evidenti, a parere di colui che scrive questo articolo, i motivi di fondo che sostengono l’architettura complessiva della serie di idee dei cinque stelle.

Primo punto che balza all’occhio è l’idea dell’ineluttabilità di alcuni processi, a tal punto che il C. stesso utilizza molto spesso espressioni tali da rendere ancora più evidente la sua concezione.

Ciò è palese più che altrove quando si parla della informatizzazione: per il C. internet è ineluttabilmente destinata a cambiare la faccia della società ancora e molto più radicalmente che oggi.

Seppure ciò possa essere condivisibile a questo si innestano altre considerazioni, a parere dell’autore, prive di una reale solidità: ossia una visione pura di internet, luogo dove sembrano o non valere alcune condizioni purtroppo presenti della vita umana, ad esempio il furto o la truffa, o qualora vi siano – per esempio lo spionaggio, come il C. riconosce come presente punzecchiato dall’intervistatore – non sembra che vi attribuisca un peso eccessivo, nonostante fosse nell’aria la questione Datagate e anzi sembra scaricarne la responsabilità similmente a come i complottisti scaricano le azioni dell’umanità su un altro potere occulto.

A ciò segue, ulteriormente, l’idea di un popolo coeso, non attraversato da conflitti interni o simili forze, tali per cui un cittadino potrebbe prendere parte alla vita politica come se non fosse seriamente influenzato dalle sue opinioni, mentre, come invece lascia intendere da alcune affermazioni, ciò oggi non può avvenire per via del sistema parlamentare, figlio ottocentesco delle ideologie in cui i suoi moderni rappresentanti ripropongono il loro interesse privato e non quello totale dei cittadini.

Ricollegandoci al tema dell’ineluttabilità, ed in chiusura, vale la pena fare notare come il tema dell’ineluttabilità e dell’altro occulto si palesi ancora in chiusura nella necessità di una svolta che è il mantra degli ultimi mesi di vita politica.

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