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Direttamente da Parigi, un articolo che pubblico in qualità di “prima deliziosa corrispondente” di In Vero Vinitas in terre straniere.

Trovarsi a Parigi il 14 di luglio vi dà l’opportunità di trascorrere una giornata indimenticabile. La ville lumière offre di norma innumerevoli possibilità di riempire il vostro tempo, ma il giorno della festa nazionale che ricorda la ricorrenza della Presa della Bastiglia è speciale. Si respira un’atmosfera ancora più frizzante del solito, perché ci si prepara ad una vera e propria occasione di mondanità che rinsalda gli animi, l’orgoglio e il sentimento di identità del singolo che si sente a tutti gli effetti, in qualche preciso istante, parte di una comunità. Non importa infatti se si è Parigini, se si vive nella Banlieue, se si è turisti, se naturalizzati francesi. Francofoni e non, tutti sono coinvolti, chiamati a festeggiare  la conquista della Repubblica. La sensazione è quella che la Democrazia e la forma di stato repubblicana siano il successo dell’umanità, che ha lottato per i suoi diritti e, in certi luoghi, li ha resi effettivi.

Quest’anno, il 14 Juillet è capitato anche di domenica, fatto che ha reso la partecipazione ancora più ampia e la festa ancora più sentita come tale.

Inaugurato con la consona parata militare lungo gli Champs Elisées, il mio 14 Juillet ho voluto viverlo attivamente. Ogni domenica, infatti, viene organizzato un percorso  in giro per l’amatissima città, a cui partecipano centinaia di persone, tutte rigorosamente munite di pattini. A quattro ruote e roller blades, poco importa cosa scegliate, si parte alle 14.30 da Bastille, dove oggi al posto dell’antica prigione degli oppositori politici si erge il Teatro dell’Opera, e dove si arriva, alla fine del giro, tre ore e 22 chilometri dopo. Ogni settimana il percorso cambia. Questa domenica è stato questo:

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Consigliatissimo per chi ha già un po’ di esperienza sui pattini. Si riesce ad avere una piacevolissima prospettiva sulla città, diversa da quella a cui si è solitamente abituati, quando si fa i turisti. Non ci si deve nemmeno preoccupare delle macchine, dal momento che gli automobilisti, in quelle tre orette, sono preda delle deviazioni che rendono sicuro il passaggio dei pattinatori.  Sempre meglio però avere riflessi pronti e gettare occhiate sveglie ai pedoni, che incoscientemente si ostinano a voler attraversare la strada incuranti dell’orda sfrecciante. Portatevi da bere, meglio se equipaggiati con metodi ingegnosi per non essere costretti a fermarvi ogni volta che vi sentite assetati (cannucce che si dipartono da zainetti e quant’altro, gli appassionati conoscono sicuramente gli oggetti migliori in questo senso).  Alla fine del giro, sarete esausti ma soddisfatti, come  mi sono sentita io in un 14 luglio caldo e soleggiato.

La journée, però, è ben lungi dall’essere terminata. L’appuntamento più atteso dell’anno, in Francia e a Parigi, è infatti lo spettacolo pirotecnico a cui si può assistere dal Trocadero a partire dalle 23: tre quarti d’ora di fuochi artificiali mozzafiato, accompagnati da musica e parole, che incorniciano la Tour Eiffel, che raramente smette, in queste occasioni, di sbarluccicare, rasentando, a momenti, il kitsch. Se vi trovate a Parigi per la festa nazionale, l’anno prossimo, sappiate che la consuetudine è quella di recarsi sulla spianata lastricata del Trocadero o sui prati del Champ de Mars, sotto la Tour Eiffel, con un certo anticipo rispetto al lancio dei fuochi e di ingannare l’attesa consumando pique-niques con la famiglia o gli amici a suon di baguettes, vino e qualche altra amenità gastronomica locale. Sopportate pazientemente l’incredibile quantità di gente e le scomposte e scomodissime posizioni che avrete assunto, se avete conquistato un posticino sul pavé del Trocadero: ne varrà la pena. Alle 23, infatti, inizia il vero e proprio spettacolo: scompare il crepuscolo per lasciare posto alla notte (qui d’estate il sole tramonta tardissimo), si spegne anche la Tour simbolo della città, dopo essersi fatta ammirare, con ostinata vanità, color oro e sbarluccicante, e si accendono gli altoparlanti, seguiti, dopo pochi istanti, da una varietà e maestosità di fuochi artificiali che è difficile immaginarsi. Ogni 14 Juillet viene festeggiato un tema, che ricorre nelle parole recitate e cantate dalle casse e nelle musica che riempie l’aria e copre il rumore dei botti: quest’anno era, non a caso, “Liberté, Fraternité, Egalité”. La storia della Presa della Bastiglia si è fusa con rap, musica elettronica, classica e attualità: la Tour, ad un certo punto, si è illuminata d’arcobaleno e intorno a lei fiammeggianti cuoricini pirotecnici sono esplosi in aria, a ricordare la recente approvazione della legge che consente i matrimoni gay (fatto che ha suscitato anche dissapori e critiche). Ma Parigi è così, attraente e provocatoria, accogliente e difficile, romantica e sognatrice da una parte, spietata e spiazzante dall’altra.

Da provare (almeno) una volta nella vita. Se di più, tant mieux.

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