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carenodalago

Ad un’oretta di macchina (o di treno: è sempre bene fare un po’ gli ecologisti) da Milano, la cittadina di Como è una rinomata meta turistica, soprattutto per le gite fuori porta di una giornata dei meneghini. Se però molti habitués del luogo si fermano nel centro storico -peraltro delizioso- ora che non si può più passeggiare sul lungolago a causa di un lungo serpente di paratie di legno che nasconde la vista, conviene esplorare tutta la costa per trovare dei punti da cui godere di panorami mozzafiato.

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Scegliete una giornata di sole e da Como attrezzatevi con una macchina: inerpicatevi sulla stradina che costeggia, dall’alto, le sponde del lago. Più si va avanti, più la vista diventa indimenticabile: le Prealpi, ricoperte di un manto verde si “tuffano” letteralmente nell’acqua color smeraldo, che ho visto particolarmente pulita. In un quarto d’ora di macchina, da Como città si può arrivare nel Comune di Nesso, che gestisce una deliziosa spiaggetta erbosa nella frazione di Careno. La vista e il piccolo spiazzo che dà direttamente sul lago, bisogna guadagnarseli: ma non costa certo un gran sacrificio, a meno che non siate fumatori incalliti dal fiato corto.

Lasciata la macchina nel piccolo parcheggio lungo la strada che infila come perle tutti i paesini (cit.), scendete le scalette di pietra nella direzione del lago, in corrispondenza del cartello che annuncia la presenza della spiaggia.

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Ci si ritrova in un paesino a dir poco pittoresco: strette casucce sono arroccate sulla sponda del lago, una vicina all’altra, dagli spigoli acuti, che non si può non chiedersi come siano, oltre le pareti, le stanze. Portoncini variopinti si rincorrono lungo i muri color ardesia e dai balconcini timidamente fanno capolino piantine vivaci di geranei. Qualche panno steso tra una casupola e l’altra fa constatare che Careno sia abitata, e non solo durante le vacanze estive, nonostante la difficoltà dei saliscendi dei gradoni di pietre sconnesse.

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La spiaggetta è un bijou: è situata proprio sotto una chiesetta romanica di pietra scura, che rende il quadretto irresistibile. Le acque del lago si infrangono placide lungo una lingua di sabbia di due metri, anticipata da ciottoli un po’ taglienti. Subito di fianco, un minuscolo giardinetto, ben curato e rialzato rispetto alla sabbia dell’altezza di un muretto, ospita i pochi bagnanti che conoscono il posto e godono della sua tranquillità.

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L’acqua del lago è raramente ospitale e invitante: spesso nera a prima vista, poco invoglia a tuffarsi, anche per la possibilità di incappare in un mulinello. Finché si sta vicino alla riva, però, non c’è bisogno di preoccuparsi: a Nesso l’acqua è pulita e limpida, forse un po’ fredda, ma ideale per risvegliarsi dal torpore dato dall’esposizione al sole.

Una leggenda narra che da entrambi i lati del lago di Como si possano contare sette campanili, se ci si trova su uno dei due e si guarda a quello opposto. Il mio è un invito a provarci, perché io e Stefania, l’amica che mi ha fatto scoprire questo posticino, siamo arrivate solo a sei. Un rebus utile, in ogni caso, a far aguzzare lo sguardo degli avventori su panorami così incantevoli.

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N.B. Nel caso sappiate parlare il tedesco, non esitate a sfoggiarlo. Il turista aus Deutschland è un po’ come il prezzemolo in questi luoghi.

Foto: Internet

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