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Nota: utilizzare con moderazione e a piccole dosi. L’autore declina ogni responsabilità per possibili distrazioni o perdite di efficienza a seguito della lettura.

Il “Cazzeggio” è un’arte. Darne una semplice definizione sarebbe riduttivo, su questo molti studiosi concordano. Non è un semplice “perdere tempo facendo nulla”, e nemmeno “un tentativo di distrarsi da ciò che è più importante facendo altro totalmente inutile”. Mi spiace signori, ma non è niente di tutto questo. Semplicemente il “Cazzeggio” è (e non può non essere, come direbbe Parmenide), quindi ognuno lo interpreta e lo vive a modo suo. Tutto ciò che possiamo provare a fare, essendo però molto riduttivi, è descrivere alcune delle tecniche preferite dagli studenti per praticarlo. Proprio gli scolari sono i soggetti in genere più affezionati ad esso e veri maestri per chiunque volesse avvicinarvisi. In particolare i più “ferrati” sull’argomento sono gli studenti universitari, da sempre iscritti, fin dalla loro immatricolazione, al corso (segretissimo e ovviamente senza crediti, parziali ed esame finale) di “Cazzeggiologia applicata”. Quindi, siete annoiati dalla lezione che state ascoltando? Quel maledetto professore non la finisce più di parlare? Oppure siete semplicemente in ufficio e vi siete letteralmente stancati del vostro capo che vi dà ordini e continua a urlare? Sentite un irrefrenabile desiderio di praticare del “Cazzeggio”? Allora continuate la lettura, siete sulla pagina giusta (ed inoltre, senza esservene accorti, state già cazzeggiando).

Cominciamo con qualcosa di molto semplice, un’ottima tecnica per uno studente universitario o per chi lavora insieme a tante persone, ma purtroppo di scarsa utilità per gli altri. Siete in un ambiente molto affollato e, molto probabilmente, pieno di visi più o meno conosciuti, impegnati (si spera, ma in genere non si è mai soli a cazzeggiare) nelle loro attività. La vostra mente è in questo momento occupata da immagini tratte da film, serie televisive, libri, videogames e molte altre cose che impressionano il cervello e vi impediscono di concentrarvi. Quale gioco migliore allora se non quello di abbinare ogni volto della sala ad un determinato personaggio che popola la vostra immaginazione? Potreste così ritrovarvi in una classe o in un ufficio popolato da un Karl Marx sulla destra, da un Kurt Cobain di fronte a voi, da un George Clooney che sta appena entrando e da un terrificante insegnante/capo in stile Lord Voldemort che vi minaccia con la sua bacchetta. Questo è solo un esempio (realmente accaduto) delle infinite possibilità che offre questa tecnica. Il tutto ovviamente nel nome del “Cazzeggio”.

I continui aggiornamenti tecnologici aprono sempre nuove vie per il “Cazzeggio”. Le migliaia di applicazioni (giochini, social network, messaggerie istantanee e molto altro) che sono disponibili per i nostri smartphone permettono all’utilizzatore di distrarsi molto più facilmente rispetto a qualche anno fa (quando ci si doveva accontentare di tirarsi bigliettini con insulti o false dichiarazioni d’amore o limitarsi a fare aeroplanini di carta con i fogli di appunti). E allora molto semplice, il gioco è fatto: sceglietene una e cominciate ad “ammazzarvi” di partite, messaggi, link, e chi più ne ha più ne metta. Il tempo a lezione o al lavoro scorrerà molto più velocemente del normale, potete starne certi. L’unico inconveniente è che non bisogna farsi beccare dal solito insegnante/capo carabiniere di turno che vuole riportarvi al lavoro. Ma ricordate: voi siete sotto l’ala protettiva e benefica del “Cazzeggio”, nulla di male potrà accadervi.

Se avete un professore un po’ ignorante o quanto meno “particolare” nei suoi modi di fare, potreste divertirvi a segnare tutti i suoi errori e strafalcioni per poi presentarglieli alla fine del vostro percorso di studi (se mai ci arriverete). Ottima idea è anche quella di cazzeggiare escogitando scuse sempre nuove per evitare interrogazioni ed impegni di lavoro o per giustificare un’assenza o un periodo di malattia. Vedete, le infinite possibilità del “Cazzeggio” ci permettono di cazzeggiare escogitando nuovi modi per del “Cazzeggio” futuro.

Diciamolo, le tecniche precedenti sono troppo impegnative per voi, richiedono un troppo elevato sforzo mentale. E avete perfettamente ragione, per questo passiamo alla madre di tutte le altre tecniche, una delle più antiche e che non ha bisogno né di maestri né di spiegazioni. Se siete proprio amanti del dolce far nulla (in stile “Paperino svaccato sulla sua amaca”) anche sul posto di lavoro e di studio, prendetevi un bel cuscino (o createvelo con gli oggetti che avete intorno) ed iniziate a poltrire tranquillamente sul vostro banco o sulla vostra scrivania. I vostri sogni saranno monopolizzati ed ispirati dal “Cazzeggio” e vi garantiranno ore di sereno riposo. Sempre per non farsi scoprire, occhio a non iniziare a russare rumorosamente, l’efficacia della tecnica andrebbe perduta!

Terminiamo qui questa breve panoramica, meglio non esagerare e non cazzeggiare troppo. Ora che avete qualche strumento in più non vi resta che iniziare a praticare queste tecniche, e magari escogitarne e suggerirne qualcuna nuova. E allora, che “Cazzeggio” sia.

P.S. : Se non siete ancora soddisfatti (e volete cazzeggiare ancora un po’) trovate qui una pagina dedicata da quei maestri di “Nonciclopedia” a questo tema! Vi segnalo inoltre anche il libro di John Perry La nobile arte del cazzeggio. Un programma geniale per risolvere tutto rimandando all’infinito”, una riflessione “filosofica” sull’argomento.

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