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topolino

È un sabato pomeriggio molto caldo, uno dei pochi di quest’ultimo periodo. Me ne sto bello tranquillo a studiare in camera mia, ma oggi non ne ho proprio voglia. E infatti un’idea mi balza in testa. Subito interpello papà (che sta beatamente riposando sul divano) per richiedere il suo aiuto: “Papà, andiamo giù in garage a sistemare i Topolino?”. Tento di fare gli occhi dolci, e quasi lo imploro, sperando di poter ritornare a ciò che facevo da bambino, una tecnica che in genere funziona. Ed infatti anche questa volta vinco io. Papà si alza, ancora un po’ assonnato, con una faccia che quasi è l’emblema del suo pensiero: “Ma proprio un terremoto di figlio mi doveva venire? Ma non poteva chiedermi di fargli un po’ di spazio qui sul divano per dormire? Ha proprio preso da sua madre…”. Scendiamo rapidamente le scale (papà ovviamente non salta e corre euforico come faccio io), apriamo il garage, tiriamo fuori la macchina e finalmente spalanchiamo l’armadio che contiene tutti i “Topolino”. Non l’avessi mai fatto…

La situazione è questa: più di 500 “Topolino” formato “libretto” si presentano di fronte ai miei increduli occhi, in una scena che ricorda molto quelle situazioni dei cartoni in cui un personaggio, aprendo un’anta di una dispensa, viene sommerso dalle cose in essa stipate. “Papà! Ma non credevo che fossero così tanti!”. “E vedi un po’ te– mi risponde lui con la classica espressione da “lo sapevo benissimo, ma non te l’ho detto per vedere che faccia facevi” sono più di 10 anni che li leggi, fanno in fretta a diventare tanti! Ancora un po’ e dobbiamo lasciare fuori la macchina per tenerli qui dentro…” . Il progetto di questo pomeriggio (ovviamente riuscito solo in parte) rimane comunque quello di riordinarli tutti in rigoroso ordine cronologico, seguendo la numerazione posta sul dorso del fumetto. È una meraviglia (papà non è molto d’accordo) risfogliare pagine e pagine lette chissà quanto tempo fa, riconoscere storie divertentissime che forse nemmeno riuscivo a capire, ritrovare copertine bellissime e particolari, ricercare ostinatamente un maledetto numero che non si trova. Andiamo avanti così per un paio d’ore, tra grida di gioia al ritrovamento di un numero o di una storia famosissima, momenti di sconforto di fronte all’immane lavoro da fare, constatazioni che forse era meglio rimanere sdraiati sul divano e un certo numero di imprecazioni. E alla fine abbiamo sistemato solo un terzo di tutto l’archivio presente. Guardo il numero dell’ultimo fumetto, che ho appena finito di leggere: “2996”. “Cavoli papà, un mese e sono 3000!” .

È dall’aprile del 1949 che “Topolino” ci aspetta in edicola, prima con cadenza mensile, poi quindicinale ed infine settimanale (per i più curiosi qui trovate un resoconto con tutte le vicende riguardanti questo formato, gli avvenimenti e le storie più importanti). In più di sessant’anni di storia questo “giornaletto” ha fatto divertire intere generazioni di ragazzi con i suoi personaggi e le sue storie, tra tutte le più divertenti sono sicuramente le parodie, siano esse di grandi opere letterarie (la prima è un omaggio dantesco con “L’Inferno di Topolino”, che potete leggere anche on-line qui [vivamente consigliato per chi non l’avesse mai fatto!] o la recente “Dracula (di Bram Topker)” ) , dei programmi televisivi (ad esempio “Zio Paperone e l’Isola dei Granosi” o “Paperina di Rivondosa”) o di ogni aspetto e lato della nostra società. Un prodotto che è rimasto sempre al passo con i tempi, in continuo aggiornamento per rispondere alle richieste dei “nuovi” e più giovani lettori, come a quelle dei più fedeli e “anziani”. Le tecnologie si evolvono, la società cambia, ma la formula vincente rimane sempre la stessa: un concentrato settimanale di stile “Disney” con rubriche, curiosità, concorsi, giochi, barzellette e, ovviamente, fumetti.

Conosco solo dieci anni di questa grandissima storia che proseguirà, speriamo, ancora per molti anni, e conservo gelosamente ogni singolo numero, considerato come tutti gli altri una “reliquia” preziosissima. Tra qualche anno potrò leggere dentro questi piccoli ricordi del passato e magari dirmi “Però, non mi ricordavo che nel 2013 si parlava ancora di tablet, cellulari e televisioni. E guarda com’erano strani i disegni e le ambientazioni a quei tempi!”. Commenti che qualche lettore più di “vecchia data” fa già oggi, rimembrando il suo telefono con la cornetta e le sue automobili, ormai “oggetti d’epoca” raffigurati nei primi numeri. E poi, forse, un caloroso pomeriggio qualcuno mi dirà: “Papà svegliati! Dai su in piedi! Andiamo a sistemare i Topolino, che settimana prossima esce il numero 5000!”.

P.S. : il numero 3000 mi è appena arrivato!

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One thought on “…e sono 3000!

  1. Pingback: E’ roba da bambini (II) | In Vero Vinitas

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