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Lunedì 6 maggio 2013. La polizia, in tenuta antisommossa, entra nell’Università degli Studi di Milano. Il rettore Gianluca Vago si è infatti rivolto alla questura per risolvere una faccenda interna all’ateneo. Protagonisti della ‘faccenda’: la sua amministrazione ed un gruppo di studenti occupanti la stanza dove aveva sede la libreria CUEM, interna alla sede centrale della Statale e chiusa per fallimento nel febbraio 2012.

Con questo articolo non intendiamo solidarizzare per nessuna delle due parti, ma esporre con la maggior chiarezza di cui saremo capaci il susseguirsi degli eventi, le posizioni delle parti, le loro dichiarazioni e le repliche che sono scaturite da un dibattito scarsamente istituzionalizzato e troppo spesso confusionale.

L’esperienza degli occupanti dell’ex-CUEM nasce sette mesi dopo il fallimento della storica libreria d’ateneo. La natura di questa esperienza è quella di un’occupazione illegale  e si compone di due principali attività:

  • la prima è la vendita di libri, a scelta tra quelli acquisiti dalle piccole editorie indipendenti in convenzione con l’autogestione (rivenduti allo stesso prezzo di acquisto) e quelli dell’usato (ottenibili tramite libera offerta);
  • la seconda è invece l’organizzazione di eventi socio-culturali alternativi alle proposte dell’ateneo, (i ‘per-corsi’, alternati ai ‘pranzi sociali’ e al libero uso dello spazio ex-CUEM) ponendosi dunque in antitesi al sistema universitario e rifiutandone qualunque autorità.

All’inizio della vicenda, l’amministrazione, allora presieduta dal precedente rettore, pare avesse però bene in mente che fare dello spazio ex-CUEM: un luogo di assistenza per disabili e di ristoro, alias le celeberrime macchinette, ipotesi che adombrerà  tutta la versione sulla trattativa professata tutt’oggi dagli occupanti. Con l’insediamento di Vago, citano i comunicati delle rappresentanze studentesche, si avvia invece una trattativa sia formale che informale per ricondurre le attività degli occupanti alla legalità, ma la vocazione antistituzionale degli occupanti fa sì che questi si asserraglino sul netto rifiuto alle proposte dell’amministrazione. Nei mesi della trattativa seguono anche contrasti più o meno velati. Uno su tutti, la chiusura dei locali della libreria tra settembre e ottobre da parte della direzione, provvedimento aggirato con un bel fusibile che sfascia le catene poste sulle serrature delle porte, permettendo agli occupanti di riprendere la propria attività.

Nell’anniversario di inizio dell’occupazione gli attivisti dell’ex-CUEM indicono una tregiorni di eventi per festeggiare l’occasione. Le conseguenze di quelli che verranno poi definiti dai docenti ‘party’ e ‘festini’ sono però ritenuti oltre i limiti della sopportazione dalla direzione dell’ateneo. Pare infatti che le serate dell’ex-CUEM abbiano prodotto sporcizia che gli occupanti non si son presi cura di pulire e così via. Nel finesettimana precedente al 6 maggio, il rettore Vago ha optato come soluzione al problema lo smantellamento dello spazio ex-CUEM: la libreria viene sgomberata. Il giorno seguente gli occupanti hanno dunque protestato con una manifestazione interna all’ateneo: al mattino annunci pubblici nelle aule, volantinaggio, un’assemblea convocata nell’atrio e, infine, una manifestazione, durante la quale pare abbiano intimato il personale a guardia dell’ex-CUEM di farli accedere al luogo fino a quel giorno occupato. È bene dire che i manifestanti non fossero solamente studenti della Statale, ma anche simpatizzanti dell’occupazione esterni all’ateneo. Le dinamiche con cui si è svolta la manifestazione (talvolta anche vandaliche) hanno fatto sì che il rettore Vago ritenesse opportuno l’intervento della forze dell’ordine. Questo il retroscena.

L’evento ha scatenato una serie di conseguenze. Non sono innanzitutto mancate le richieste di chiarimento riguardo alla decisione intrapresa dal rettore, di per sé grave. Vago non ha mancato di rispondere, inviando a tutto l’ateneo un comunicato ufficiale dove spiega le proprie ragioni riguardo all’intervento della polizia, senza risultare però particolarmente preciso su alcuni dettagli. Il giorno seguente l’università era ancora circondata da squadre della questura, mentre all’interno le proteste si inoltravano e l’ex-CUEM rispondeva vigorosamente alle accuse del rettore con una lettera di replica. Il 9 maggio si è tenuta dunque una riunione del Senato Accademico che, considerata la situazione, ha approvato una mozione di fiducia all’operato del rettore. La mozione ha avuto un solo voto di opposizione sui trentacinque dell’assemblea, da parte di uno dei quattro membri di rappresentanza del personale-tecnico amministrativo, anche in seguito al comunicato di protesta contro Vago emesso da parte di FLC, CGIL e USB.

Nelle assemblee dei giorni seguenti, su questa base, i simpatizzanti ex-CUEM hanno avuto modo di sfruttare l’unico voto di opposizione e il comunicato per sostenere che le componenti lavorative dell’ateneo fossero dalla loro parte. Ciò sebbene solo uno dei quattro rappresentanti di quell’area fosse contrario all’operato del rettore e il comunicato non sosteneva tanto l’ex-CUEM in sé, quanto più si opponeva alle modalità di svolgimento delle decisioni intraprese da Vago.

Anche le rappresentanze studentesche sono intervenute a riguardo, agendo più o meno in linea con le rappresentanze sindacali, cioè scindendo la discussione contro l’intervento della polizia in università dalla questione sulla legittimità degli occupanti ex-CUEM. Si sviluppa dunque una certa controversia attorno alla mozione approvata dal Senato Accademico del 9 maggio, che pare non aderire alle dichiarazioni ufficiali di molte parti interne al dibattito gestionale dell’ateneo.

Nonostante gli eventi, le problematiche avanzate dall’ex-CUEM riguardo alla gestione degli spazi dell’ateneo, alla proposta formativa e simili sono entrati a far parte della discussione dell’opinione pubblica della Statale, sperando che ciò però non resti un semplice parlare ma un serio affrontare i problemi di tutti gli studenti, e non solo di una parte (al riguardo, consigliamo qui un articolo pubblicato su Faber Giornale).

Un ultimo capitolo è invece da dedicare ai docenti del dipartimento di Filosofia. Pare infatti che l’ex-CUEM, stupita di fronte al mancato supporto dei professori a quella che riteneva essere una “attività culturale”, abbia loro inviato una mail intitolata “Odio gli indifferenti”, accusandoli di ignavia di fronte allo scandalo dei giorni precedenti. Il testo di questa e-mail non ci è giunto, ma dura è stata la risposta dei due docenti che finora hanno replicato alla contestazione: Sandro Zucchi, docente di Filosofia del Linguaggio e Semiotica, nonché responsabile del CDL di Filosofia, e Andrea Zhok, docente di Antropologia Filosofica. Questi sono alcuni estratti delle loro rispettive risposte:

“Io penso che il Rettore Vago abbia sbagliato a chiamare la polizia. Detto questo, se voi odiate gli indifferenti, io detesto i cazzoni. Non me la prendo per la stoccata sul fatto che colleghi più illustri di me si sarebbero esposti in passato. […] Me la prendo perché, se aveste fatto un progetto decente, avreste potuto continuare a gestire lo spazio dell’ex-Cuem e invece vi siete comportati come se presentare un progetto all’amministrazione fosse al di sotto della vostra dignità, trascurando il fatto che, con il vostro modo di ragionare, si legittima anche il diritto di Forza nuova di prendersi uno spazio e farne quel che vuole. E’ su questo che mi chiedete solidarietà?”

“[…] L’idea di diritto (naturale, civile, umano) è un’idea nobile e per nulla ovvia, che va sempre usata con cautela e con la consapevolezza che ad ogni diritto per essenza fa da necessario complemento un dovere: nessun diritto mio è senza ‘costi’ per altri (non fosse altro che come richiesta di astenersi da certi comportamenti). L’abuso della retorica dei diritti da parte della sinistra appare sciaguratamente, e sempre di più, una scorciatoia per risparmiarsi di entrare nei faticosi dettagli di una motivazione politica reale.”

* * *

Svestiamo per un attimo i panni della neutralità sinora professata. Vivendo quotidianamente la realtà della statale di Milano ci siamo confrontati a lungo sull’accaduto, senza tuttavia riuscire a dare un giudizio univoco sulla questione. Da un lato condanniamo perentoriamente l’intervento delle forze dell’ordine e le modalità di azione della dirigenza, dall’altra non riteniamo che l’ex-CUEM sia un servizio rappresentativo della maggioranza degli studenti dell’ateneo. Non comprendiamo dunque come possa essere stato evitato un serio confronto, che avrebbe portato non tanto a compromettersi con la dirigenza, quanto a raggiungere un progetto maggiormente condiviso (e inclusivo) per tutti gli studenti.

Fonti:

  • Ex-CUEM – sito ufficiale
  • Faber Giornale – pagina facebook
  • MilanoX – news&eventi eretici
  • U.S.B – sito ufficiale
  • L’opinabile – blog
  • Andrea Zhok – pagina facebook

Documenti utili:

 In Vero Vinitas

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2 thoughts on “Cuem, Ex-Cuem, No Cuem

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