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“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Fino a qui credo (e in effetti spero, altrimenti ci sarebbe seriamente da preoccuparsi) che non ci siano grossi problemi per nessuno a riconoscere l’Articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana, il primo dei dodici Principi Fondamentali che, insieme ai restanti 127 articoli, va a formare il corpo di quella che è la legge fondamentale del nostro Paese. Non dubito invece, che molti di noi non sarebbero in grado di proseguire citando altri articoli (salvo forse qualche altro principio fondamentale). Eppure è una delle cose più discusse e più “tirate in ballo” nel nostro panorama politico: tutti La citano, molti La criticano e vorrebbero cambiarLa, pochi La conoscono. Ma allora perché ne sappiamo così poco? Il problema è che la Costituzione non la conosciamo, non l’abbiamo studiata e, a dire la verità, non ci viene nemmeno voglia di leggerla. Ma d’altronde perché dovremmo farlo? È un testo vecchio e obsoleto di quasi settant’anni fa!

Si sta parlando della legge fondamentale del nostro Stato, la “legge di tutte le leggi”, a cui ogni altra deve essere conforme per poter essere considerata applicabile (deve essere “costituzionale” appunto). Si sta parlando del documento che descrive appieno il nostro sistema di governo e i suoi cittadini, definendo i compiti ed i diritti di entrambi. Si sta parlando del frutto di quasi due anni di lavoro dell’Assemblea Costituente, composta da uomini e donne che avevano vissuto sulla loro pelle le tragedie della II Guerra Mondiale appena conclusasi, e che dovevano dotare la “neonata” Repubblica di una Legge. Si sta parlando di quello che è il “Testo Sacro” del nostro Stato (al quale, proprio ieri, ha giurato fedeltà il neo rieletto Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano). Vista così deve proprio essere qualcosa di importante questa benedetta Costituzione, altro che vecchia! Eppure continuiamo a saperne sempre poco. Il problema, come sempre, sta a monte.

Non esiste tutt’oggi un’ora di lezione dedicata allo studio della Costituzione nel sistema scolastico italiano. Si sono fatti certamente dei passi in avanti in proposito, e sono state lanciate alcune iniziative molto importanti (qui ad esempio trovate un interessante progetto del 2007), ma ancora molto resta da fare. La materia “educazione civica” sembra ormai essere completamente scomparsa dalle nostre scuole. E pensare che molti dei nostri nonni e dei nostri genitori trovavano questa voce proprio sulle loro pagelle! In Italia fu Aldo Moro ad introdurre lo studio di questa materia nel “lontano” 1958. Com’è possibile che sia completamente sparita? Io ho avuto la grande fortuna di avere una professoressa di italiano che, nel primo anno di liceo, ci ha fatto leggere e capire un po’ come funziona la Costituzione, ma i suoi insegnamenti (ahimè) si sono persi nel dimenticatoio.

Io penso che sia di fondamentale importanza avere un minimo di conoscenza di questi argomenti per potersi considerare dei seri cittadini dello stato di cui si fa parte. Non credo, inoltre, che sia possibile comprendere le numerose discussioni politiche che infervorano in questo periodo senza capire nulla (o quasi) di quello di cui si sta parlando. Come possiamo lamentarci del nostro sistema politico, delle istituzioni che lo compongono, dei compiti che non vengono svolti, quando, a tutti gli effetti, ne sappiamo praticamente zero? È indispensabile che lo Stato prenda dei provvedimenti importanti per reintrodurre lo studio di tutto ciò all’interno delle nostre scuole. Le future generazioni devono essere preparate, sapere che quello di cui sentono tanto parlare non sono parole a vanvera (anche se molte in effetti lo sono), ma sono concetti e temi politici ben stabiliti nella nostra Costituzione. Solo quando una gran parte dei cittadini sarà consapevole di questo si potrà forse parlare di revisione o di cambi su alcuni punti (anche magari grazie ad un referendum), prima credo che sia controproducente (anzi forse dannoso).

E poi su, un po’ di orgoglio nazionale dovrà pure esserci rimasto! Insomma, tutti La ammirano, tutti ce L’hanno “copiata”, qualcuno L’ha addirittura definita “La più bella del mondo”. Allora, per favore, non facciamola diventare “La meno studiata del mondo”.

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One thought on “La meno studiata del mondo

  1. Quando ho fatto le medie io la si studiava all’interno di una materia che si chiamava Educazione Civica (1966/1969) e c’era anche Rin Tin Tin, in effetti mi sembra che quell’ora di lezione non ci sia più
    , e neanche Rin Tin Tin, si vede che metteva strane idee intesta ai ragazzini in merito ai diritti.

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