Home

LUBIANA

Scartata Istanbul per l’eccessivo prezzo del biglietto aereo rispetto alle nostre tasche da studenti, la scelta della meta per le vacanze di Pasqua è ricaduta su Lubiana, la capitale della Slovenia. A pochi passi dall’Italia, facilmente raggiungibile in automobile, capitale dell’Est Europa e perciò, in accordo ai nostri pregiudizi di fatto confermati, garanzia di divertimenti balcanici e di pochi turisti. Secondo un teorema personalissimo, i turisti, soprattutto italiani, che sono frequenti all’estero come i piccioni nelle piazze, con l’avvento della crisi si sono sempre più riversati nelle città dell’Est, notoriamente molto economiche. La prima colonizzazione ha visto come meta prediletta Praga; poi, in modo molto repentino, da un mese all’altro è stata presa d’assalto Budapest. Lubiana, ancora indenne dalle orde in camicia a fiori, è stata perciò eletta come destinazione.

Appena arrivati, dopo un’oretta di macchina da Trieste, trovare un parcheggio non a pagamento è stata letteralmente una missione impossibile – infatti non è stata altrettanto compiuta. Tuttavia, davanti ai nostri problemi di manovra è venuto in soccorso un signore sloveno, che era rimasto fino a quel momento fermo a osservare la strada davanti ad un bar e che non ha esitato a darci indicazioni nella lingua locale. Portava anche una coppola. Questo ci ha fatto sentire subito a casa. All’ostello, situato in posizione centralissima sulla grande via Slovenska Cesta, l’accoglienza è stata fin da subito calorosa: il profumo di vin brulé sprigionato da un pentolone che sobbolliva in un angolo della cucina, i sorrisi e le chiare informazioni da parte della receptionist ci hanno fatto sentire i benvenuti.

lubiana-ljubljana

Ci siamo goduti la prima visita della città alle luci di lampioni in stile squisitamente liberty. I pochi avventori del mercoledì sera erano all’interno di localini, davanti a pinte di Union o di Laško, le più famose birre slovene, sul lungo-fiume. Le città attraversate dai fiumi hanno tutte un fascino particolare, che per lo più le rende irresistibili. Lubiana ci ha piacevolmente sorpresi: ponti suggestivi, tra i quali il riconoscibile triplice, simbolo della capitale slovena, collegano le sponde, sulle quali si affacciano brevi tratti di prati ben curati e meravigliosi salici piangenti, i cui rami sporgenti accarezzano le acque lente della Ljubljianica. Il ponte dei draghi, altro soggetto tipicamente ritratto nelle cartoline, e il ponte caratterizzato da colonne che non sostengono alcun architrave, poste sulle balaustre, conferiscono alla scena un’atmosfera art-nouveau e quasi metafisica. Seguendo il suggerimento della nostra simpatica receptionist, ci siamo rifugiati all’interno di un pub molto frequentato e sorprendente per la sua anima alternativa: birra a fiumi, gente allegra, graffiti sulle pareti e gigantografie di fumetti satirici affisse ai muri. Un ambiente ben poco politically correct perfettamente inserito nella cornice ordinata e rigorosa di una città per molto tempo austroungarica.

Alla luce del giorno dopo, Lubiana è stata una nuova sorpresa. L’abbiamo ritrovata ancora più piccola: è infatti una delle capitali europee dalle dimensioni più ridotte. Il cielo plumbeo che ci ha accompagnato nella nostra visita rifletteva l’ordine degli edifici e delle strade diritte e pulite, richiamando alla memoria ancora una volta il rigore austroungarico e una certa austerità. Tuttavia Lubiana, oltre che città di confine dal punto di vista geografico, racchiude nella sua anima la rigidità austriaca, il rispetto delle regole, l’impegno costante nel lavoro e, d’altra parte, lo spirito più mondano, spensierato, folkloristico tipico dei Balcani, come ci ha spiegato la nostra mentore dell’ostello, mentre sorseggiavamo tutti insieme una deliziosa specialità slovena, il liquore al mirtillo.

La prova della veridicità dell’assunto è l’esistenza del centro sociale e culturale Metelkova. Si tratta di un enorme spazio autogestito: le stesse dimensioni sono spettacolari in relazione alla grandezza della città. Recinti di biciclette, muri dipinti con fantasie colorate e murales, sculture e installazioni improbabili, che possono essere frutto soltanto di una mente allucinata. Sembrava di stare in qualche paese dei balocchi, dove è dato così libero sfogo alla fantasia e alla creatività, tanto da risultare a tratti molto inquietante. Ciò che più mi ha colpito è come non ci fosse alcuna degenerazione: non ci saremmo sorpresi  davanti a raccapriccianti scene di ragazzi in overdose, risse o malumori spinti dall’abuso di droghe e alcool. Ci siamo stupiti proprio per l’armonia fra la moltitudine di ragazzi di questo coloratissimo centro sociale, dove oltre a concerti vengono organizzate mostre di arti figurative e conferenze. Lubiana, non a caso, è la terza città più alternativa e underground dopo Berlino e Londra.

7724496644_722ce90f71_z

Meta consigliatissima.

Photo: Internet

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...