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Questo articolo, nato inizialmente come Fenomenologia del suono di basso di Joey De Maio non si è potuto limitare a una stretta informativa sullo strumento del paladino del true metal ma si è dovuto estendere a una serie di considerazioni sul personaggio stesso, che forma un tutt’uno con il suo modo d’intendere la musica e, in particolare, il basso elettrico.

1. Un breve identikit:

Nome e soprannome:
Joey DeMaio. Per quanto riguarda i soprannomi sono stato chiamato sia il più grande stronzo del mondo che il più grande bassista del mondo e ovviamente anche tutto ciò che sta tra queste due definizioni.
Data e luogo di nascita:
New York. La data? Sono grande abbastanza per scopare tua madre, tua sorella e tutte le tue ragazze, quindi l’età non è un problema.
[…]
Cosa avresti voluto fare da grande?
A sedici anni sarei voluto diventare un Hell’s Angel. Pensavo fosse la cosa giusta, dato che mio padre era un poliziotto. I miei genitori speravano diventassi dottore o avvocato, ma mi sono innamorato dell’heavy metal, delle moto e di robe del genere e volevo diventare un Hell’s Angel a tutti i costi. […] No, era solo una fanstasticheria da ragazzo, nonostante una volta entrai in moto nella caffetteria della scuola superiore!”
(continua su: http://www.manowarundisclosed.host56.com/interview_joey_demaio_personal_questions.html)

“Ho sempre avuto rispetto per i guerrieri e noi ci vediamo come dei moderni guerrieri che combattono contro ogni sorta di moda. Noi suoniamo e difendiamo il Vero Metal. […] Non voglio dire qualcosa di brutto su altre band e nominarne, ma noi siamo contro tutta questa gente che vuole solo essere famosa, per noi è importante la musica, non i soldi.”
(continua su: http://www.manowar-magic.narod.ru/eband/int_jed01.htm)

“Seattle e la scena grunge? Esiste una sola parola per descriverla, una cagata! […] La scena di Seattle è già morta, è già stato raggiunto il vertice di successo, le band di oggi saranno soppiantate da altre. L’heavy metal e l’hard rock invece sono ancora vivi! […] È giusto suonare, è la via giusta per scaricare tensioni ed energie. Dopo ci va del buon vino, un ottimo pasto ed infine fottere. Questa è la miglior via per dissipare energia e per vivere il lato migliore della vita. Noi amiamo la vita ed amiamo l’amore, e crediamo che questa sia la via più divertente della vita. E l’heavy metal possiede qualcosa di magico, il fatto che la gente si raduni e si diverta, lasciando al di fuori dei locali le negatività della vita. Noi parliamo di guerre, di lotte, siamo lo spirito guerriero positivo. La gente viene a vederci e vede dei macho che suonano ad un volume tremendo, e non riesce a capire che noi viviamo per la musica, non facciamo null’altro che questo. L’heavy metal, i fans, andare in tour, realizzare i dischi è la nostra vita. Noi non siamo Manowar soltanto i giorni del concerto e qualcos’altro nei giorni restanti, viviamo della nostra musica come i dottori e gli avvocati vivono del loro mestiere, diamo la nostra intera vita alla musica e continueremo a farlo; lavoriamo per avere altri fedeli fans a cui donare altri dischi e così via, senza airplay, senza l’aiuto di MTV: non abbiamo bisogno di questo tipo di merdate.
(continua su: http://metal88.blogspot.it/2008/06/joey-de-maio-codice-manowar.html)

I Manowar – prima di accorgersi, nel 1983, di sembrare molto poco true metal e ben più gay pride -.

e oggi si vestono solo con pantaloni di pelle e cose che sembrano dei giubotti antiproiettile per sottolineare la carica testosteronica:

(Joey è rispettivamente il primo a sinistra nella prima foto ed il secondo a sinistra nella seconda foto).

2. Il basso:

Joey, oltre ad essere il classico personaggio da amore/odio – o solamente da schernire -, ha anche un approccio allo strumento da lui definito totalmente innovativo e basato sulla potenza.

Per chi tra i lettori ha idea di cosa sia un basso elettrico Rickenbacker 4001 (http://www.mercatinomusicale.com/cerca/rickenbacker-4001.html o per chi non abbia idea alcuna) un’affermazione come decisi di modificare il mio basso perchè non era abbastanza potente puzza abbastanza. Figuriamoci se questo si traduce in una traformazione radicale del basso elettrico in qualcosa di sostanzialmente altro.

Il liutaio ufficiale dei Manowar scrive:
Si lamentava che il basso non aveva le palle. Allora cambiai i pickups dato che quelli predefiniti erano noti per la loro mancanza di segnale in uscita. Quando tornò per riprendersi il basso gli chiesi 350 dollari, ed era furioso perchè il basso allora costava 500 dollari. Gli dissi allora che quello era il prezzo, se voleva distinguersi dagli altri e che altrimenti avrebbe potuto rimettere tutto com’era prima se non gli andava bene. […] Quando lo provò quasi mi bruciò l’amplificatore di prova per il volume elevatissimo. Sorrise e mi chiese quali altri cambiamenti potevano essere fatti. […] Abbiamo modificato svariate volte lo strumento per un totale di circa ventimila dollari.

I ventimila dollari si sono tradotti nel tempo in varie fasi – ed è difficile ripercorrere la storia di questo strumento tra le sue migliaia di modifiche – dalla fase mille pickups (http://www.dawksound.com/images/joey3.jpg) passando fino a quella togliamo tutto e mettiamo una bruttissima placca in metallo (http://www.dawksound.com/images/joey4.jpg).
Mister De Maio, non ancora soddisfatto, ha deciso però negli ultimi anni di praticamente cestinare il suo vecchio basso e farsene costruire un altro, dal caratteristico manico stretto in fibra di carbonio da altrettanti ventimila dollari, anch’esso modificato almeno tre volte.

Cos’hanno in comune tutti questi bassi elettrici modificati che De Maio ha suonato nel corso della sua carriera? Semplicemente hanno perso la caratteristica estensione del basso elettrico per sostituirla con quella di una chitarra elettrica, ottenendo così un suono più ricco di frequenze alte e per di più equalizzato in modo da non avere alcuna traccia di frequenza bassa ma soltanto medie, medio-alte e alte; inoltre molto spesso il nostro esula dal ruolo ritmico tipico del suo strumento per esibirsi in virtuosismi di dubbio gusto – sia su disco che dal vivo -.

Insomma, Joey De Maio ha confuso il basso elettrico per un chitarrone.

3. Considerazioni finali:

Joey De Maio non è soltanto l’uomo che suona un basso brutto con un suono brutto facendo brutti assoli, ne l’uomo che ha speso tutta la sua vita, riuscendoci infine, per diventare Cavaliere di Malta, neppure quello che va in giro con l’Harley sul palco, et cetera.

Joey De Maio è i Manowar – alla faccia degli altri componenti – ed è forse il personaggio più amato/odiato o idolatrato/deriso di tutto l’heavy metal e per questo è il rappresentante per eccellenza di ciò che è quell’heavy metal, nel bene e nel male.

4. Altre cose:

1. http://www.youtube.com/results?search_query=manowar
2. qualsiasi altra ricerca su youtube con le parole chiave joey de maio, kings of metal, et cetera.

(L’autore, pur considerando risibile Joey – con il suo personaggio e il modo d’intendere la vita, la musica e il fare musica – reputa i Manowar come la miglior rappresentazione di quel modo di fare l’ heavy metal, caciarone e tamarro ma così true. )

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5 thoughts on “Breve fenomenologia di Joey De Maio

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