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Salgo sulla metropolitana come tutte le mattine. Un altro noioso viaggio mi aspetta. Per fortuna però so già come distrarmi. Estraggo dalla mia borsa l’ultima frontiera della tecnologia mondiale: il mio e-book, la mia “libreria digitale” che contiene più di 1000 libri, con cui trascorrerò ore e ore di piacevole lettura.

Questa scena è diventata ormai molto comune all’interno della nostra società. Milioni di persone utilizzano ormai quotidianamente i dispositivi e-book per leggere i loro libri preferiti nei luoghi più diversi: durante le pause lavorative, sui mezzi pubblici oppure comodamente seduti sulla poltrona di casa. Eppure “l’invenzione” dell’e-book è relativamente recente: nel 1971 viene lanciato il primo progetto e già nel 1993 due italiani, laureandi al Politecnico di Milano (Franco Crugnola e Isabella Rigamonti), realizzano il primo vero e-book. Da allora le più grandi industrie di tecnologia del pianeta hanno apportato continui miglioramenti a quest’idea, arrivando a creare vastissime “librerie on-line” e dispositivi sempre più efficienti. In meno di vent’anni questa tecnologia fa passi da gigante fino a diventare un oggetto di uso comune nella prima decade degli anni 2000. Come tutte le tecnologie anche questa offre una grande serie di vantaggi: prezzi contenuti per un singolo libro (circa 3-4 € per i libri più “classici” rispetto ai 10-12 € del formato cartaceo), possibilità di crearsi una grande “libreria” in uno spazio ristrettissimo, possibilità di portarsi e di leggersi dovunque tutti i nostri libri preferiti. Questi sono solo alcuni dei vantaggi che hanno contribuito al boom degli e-book negli ultimi anni.

Fra qualche anno allora, seguendo questa parabola, i libri cartacei sembrano destinati a scomparire dalle nostre vite. Già nel 2011 l’Association of American Publishers ha affermato che il formato più venduto è stato quello basato sull’e-book e le vendite e il mercato delle principali librerie sono in forte calo. Anche gesti come lo sfogliare le pagine di un libro, scegliersi il nostro segnalibro preferito o comprare un’edizione rispetto ad un’altra per la miglior rilegatura o per la miglior qualità della carta sono destinati a diventare obsoleti. Con una semplice pressione del nostro dito possiamo “sfogliare” tranquillamente il nostro libro, con un tasto mettiamo il segnalibro sull’ultima pagina letta, ed invece che valutare la qualità della carta dobbiamo solo scegliere in che formato di file vogliamo il nostro testo. Certamente secondo alcuni tutti questi elementi sono dei pregi del “progresso”, ma che a mio parere nasconde dei rischi.

Mi sembra una storia che in parte abbiamo già visto con il mercato musicale: con l’introduzione su larga scala dei “lettori mp3” e dei negozi musicali on-line le grandi case discografiche sono fallite e hanno chiuso, anche dopo aver fatto epoca pubblicando alcuni dei dischi che hanno fatto la storia della musica. I veri cultori del “CD originale” sono ormai rimasti in pochi e conservano gelosamente le loro collezioni come pezzi di storia ormai quasi scomparsi. Il tutto a causa degli enormi vantaggi dei lettori mp3: basso costo delle canzoni rispetto ad un disco originale, possibilità di contenere moltissimi brani in un piccolo spazio e così via. I vantaggi sembrano combaciare quasi in toto con quelli degli e-book. Interessante, vero?

Quale sarà allora il prossimo passo? Finiremo col far chiudere tutte le nostre librerie per trasferire tutti i contenuti presenti nei nostri libri sul formato digitale? Porteremo al fallimento l’industria del libro in nome della tecnologia e dei suoi vantaggi? Trasporteremo tutta la nostra grande cultura contenuta nei libri all’interno di un computer? Io non credo che lo scenario del futuro sarà così tragico. Non credo che arriveremo mai a far sparire il patrimonio delle nostre biblioteche, che difendiamo da più di 2000 anni, in nome del progresso tecnologico. È interessante notare però come in alcune scuole si utilizzino già sperimentazioni con libri di testo in formato e-book, per abbassare i costi esorbitanti di un intero anno scolastico. Elementi questi che devono farci riflettere sul destino di quel meraviglioso oggetto che è il libro, “veicolo culturale” da tempo immemorabile. Chi vincerà quindi alla fine la grande sfida tra e-book e libri? Gli unici arbitri e al tempo stesso giocatori della partita siamo noi.

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5 thoughts on “Libri vs e-book

  1. Dubito che gli ebook possano prendere totalmente il posto del libro cartaceo, nonostante io stessa ne usufruisca convinta e con piacere; come il vinile sta di nuovo scalando le classifiche dei formati musicali più venduti, o l’analogico continua ad andare di moda, comprare libri non è un’esperienza legata alla sola lettura -e ci mancherebbe, siamo esseri umani attratti dalle mode, dal bello, dalla memoria.
    Il libro cartaceo è memoria, design, il prestigio delle tavole a colori sotto gli occhi, l’ansia di cercare una determinata edizione o il piacere di farlo firmare dall’autore, per non parlare della possibilità di scarabocchiare o sottolineare con una matita guidata a mano dal cervello, cosa che ahimè in formato digitale ancora non ha lo stesso effetto gratificante nelle nostre menti o nei nostri cuori. L’ebook è una grande soluzione, ma non al libro cartaceo in sé.

  2. Secondo me la domanda da porre è quanto il cambio di supporto modificherà il contenuto dei libri? Nella storia questo è successo, ad esempio quando nell’ellenismo si è passati dai poemi epici composti oralmente a quelli pensati per essere letti e non ascoltati. Allora la struttura del poema è cambiata. Così come il modo di diffusione delle composizioni modifica quello che si compone. Rimanendo agli alessandrini il passaggio dall’arte per occasioni pubbliche come erano le tragedie, alla composizione per la corte ha comportato la fine della didascalia e l’avvento dell’erudizione. Qualcosa di simile succederà anche a causa dell’avvento dell’ e-book. Tutto sta nel capire cosa. Probabilmente si andrà verso una maggiore diffusione della letteratura di consumo e di svago ma non credo che gli effetti si limiteranno a questo.

  3. Pingback: Biblioteche dimenticate | In Vero Vinitas

  4. Pingback: In difesa della matita | In Vero Vinitas

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