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Per alcuni sarà un sollievo, per altri una sconfitta e per qualcuno, forse, una vittoria. Vada come vada, forse già stasera sapremo il risultato di queste elezioni. Un primo bilancio si può fare rispetto alla campagna elettorale appena trascorsa, per nulla esaltante, fatta di boutade, frecciatine e allusioni. Tutto ciò condito da attacchi reciproci, gare a chi la spara più grossa e appelli al “voto utile”. Senza dimenticare il bollettino giornaliero sui sondaggi.

Ecco che, rispetto a tutto ciò, non si può che tirare un respiro di sollievo. Tuttavia, una campagna elettorale piuttosto brutta come questa, porta a delle elezioni di grande importanza storica. Credo che l’impegno di chiunque sia quello di fare un passo di lato, tentare di guardare all’impegno politico e al proprio voto al di fuori delle perverse logiche che dominano il periodo di campagna elettorale.

Da parte mia ho deciso di sostenere Sinistra Ecologia e Libertà: credo in questo progetto politico e credo che possa parlare ad ampi settori dell’opinione pubblica. Ma andiamo con ordine; cercherò di riassumere le ragioni del mio voto e, è automatico ed inevitabile, del mio non-voto ad altre formazioni che pure sono molto apprezzate a sinistra.

In primo luogo penso che l’apporto di Sel sia fondamentale, sul lungo periodo, per creare anche in Italia una sinistra europea e socialista. Non si tratta ovviamente di un obiettivo cui si può giungere da soli, ma rafforzare Sel significa anche invitare il Pd ad assumere posizione più nette e chiare a riguardo. Sta iniziando a farsi strada l’ipotesi di un “grande pd“, ossia di una fusione fra i tre partiti che formano la coalizione di centrosinistra. L’idea in sé è più che positiva, anche se non può essere trattata in maniera indipendente da alcune fondamentali riforme (istituzionali e sui partiti) e da un disegno politico complessivo e di lungo corso. Un partito del genere avrebbe quantomeno il rischio di essere anacronistico, in un paese dove il bipolarismo sembra definitivamente tramontato (o forse addirittura mai sorto). Ad ogni modo, potrebbe rappresentare una novità importante, a patto però che sappia far convivere le diverse anime della sinistra e a patto che sia davvero di sinistra. A mio avviso l’adesione al PSE rimane un imperativo categorico.

Qualche considerazione merita anche Rivoluzione Civile, partito molto apprezzato a sinistra, che ha pure ricevuto una semi-investitura da Micromega. Dal punto di vista dei programmi non vedo una grande differenza con Sel, a mio avviso, l’aspetto per cui il “partito di Ingroia” si è voluto distinguere, è un netto rifiuto del Pd e di Monti in particolare. Rivoluzione Civile ha cercato di parlare a tutti coloro che rifiutano ogni “inciucio” fra centrosinistra e centro. Per molti aspetti mi son trovato d’accordo con questa lista, ma ho al contempo maturato qualche dubbio su molti altri. Una prima perplessità riguarda la democrazia interna, che, in Rivoluzione Civile, è stata pari a zero per quanto riguarda la scelta dei candidati. Non si tratta, specialmente per un partito che vuole essere di sinistra, di un aspetto marginale (si veda il bell’articolo di Pepino). Inoltre, possiamo dircelo, Rivoluzione Civile, non è un partito ma un carrozzone. Ingroia è l’uomo dietro cui si nascondono i soliti mille partitini di sinistra che, altrimenti, non sarebbero andati da nessuna parte. Dopo aver fatto dei molto uno, il giorno dopo il voto si farà di uno molti.

Fatte le dovute critiche, preferirei, ovviamente, che il centrosinistra cerchi un accordo con Ingroia, piuttosto che con Monti. Ma si tratta di un’ipotesi remota, data la poca probabilità che Rivoluzione Civile ha di portare uomini in senato. Vi è anche il serio rischio che non entri in parlamento, replicando la performance della Sinistra Arcobaleno nel 2008. Non escluderei invece l’ipotesi di una collaborazione col Movimento 5 stelle, ma è ancora troppo presto per parlarne.

Rispetto al programma di Sel invece (che chi è interessato può trovare qua) occorrerebbero molte più parole di quelle che questo post contiene. Su tre punti però: lavoro, ecologia ed istruzione, penso occorra mettere l’accento. L’intera coalizione Italia Bene Comune ha da subito messo al primo punto del suo programma il tema del lavoro. Sel ha al suo interno importanti nomi provenienti dal mondo sindacale (vd Giorgio Ariaudo e Celestino Magni) che molto possono fare per avviare quel dialogo con le parti sociali di cui molto si è sentita la mancanza. Va posto un freno all’edificazione selvaggia, incoraggiato il trasporto pubblico e puntare sul trasposto ferroviario. Sono inammissibili vicende come quelle dell’Ilva, che chiedono una tragica scelta fra lavoro e salute. Infine, in merito all’istruzione, il discorso potrebbe estendersi all’infinito. Mi limito ad osservare che le scelte dei governi di destra sono state fallimentari e patetiche, occorrerebbe ridisegnare profondamente il sistema scolastico. La priorità però è quella di potenziare la scuola pubblica e di renderla accessibile a tutti; il classismo nel mondo scolastico è una tragica realtà.

E’ per queste ragioni che ho scelto di votare Sinistra ecologia e libertà alla camera; alla regione ho dato la mia preferenza a Marco Picello. La prossima legislatura può essere cruciale per la storia del nostro paese, Sel e la sinistra possono avere qualcosa da dire.

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